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19/Mag/2017

Sarà successo  a molte, in occasione della gravidanza, di notare un maggior sanguinamento delle gengive, durante l’attesa, infatti, l’organismo della donna va incontro a una serie di modifiche per adattarsi al meglio al suo nuovo stato e per garantire la buona crescita del bambino. Uno dei principali cambiamenti riguarda la quantità di sangue in circolo, che in questo periodo aumenta fino quasi a raddoppiare. Lo scopo è assicurare una corretta irrorazione di tutti gli organi della futura mamma, compresi quelli “nuovi” come la placenta (che si forma apposta per nutrire e ossigenare il feto) e gli annessi embrionali, le strutture che circondano e proteggono il bimbo nel pancione. Di conseguenza, anche le gengive in questi mesi sono più ricche di sangue. Ecco perché è sufficiente sfregarle, per esempio mentre ci si lava i denti, per farle arrossare o sanguinare.

Il corpo della futura mamma è soggetto a una serie di mutamenti causati dagli ormoni, sostanze naturali prodotte per garantire il corretto funzionamento degli organi. In particolare, nel sangue aumenta il livello degli estrogeni e del progesterone, gli ormoni tipici dell’attesa. Queste sostanze (il progesterone in particolare) agiscono sui vasi sanguigni periferici, vene e capillari, dilatandoli. Inoltre, tendono a modificare la consistenza delle loro pareti, che diventano più permeabili e lasciano, quindi, fuoriuscire il plasma (la parte acquosa del sangue). I liquidi vanno, poi, a raccogliersi negli interstizi (o spazi extracellulari), provocando inevitabilmente del gonfiore. Tutti le mucose (tessuti di rivestimento interno) acquistano così un caratteristico rigonfiamento e le gengive non ne sono esenti: anzi, poiché questa parte della bocca è particolarmente ricca di capillari, i tessuti si gonfiano con maggiore facilità.

La placca muta la sua composizione facendosi più aggressiva, a causa dell’azione di alcuni batteri capaci di alterare lo stato di salute delle gengive. La presenza di questi batteri nella placca è direttamente collegata a quella degli ormoni tipici della gravidanza, come il progesterone e gli estrogeni, che aumentano da 10 a 30 volte rispetto al periodo precedente l’attesa.

                                      

Meglio non sottovalutare…

È importante curare la gengivite quando è in fase “acuta”, cioè mentre si manifesta ancora con episodi isolati. Se non si interviene per tempo, si corre il rischio che si trasformi in “cronica”, con l’estensione del problema ben oltre i tessuti gengivali e con la possibilità che la donna perda persino qualche dente. Le conseguenze di un’infiammazione trascurata si riflettono, però, non solo sulla salute della mamma, ma possono riguardare anche il piccolo nel pancione. Studi recenti hanno, infatti, evidenziato che le future mamme con chiari segni di malattie parodontali  hanno maggiori probabilità di mettere al mondo un bimbo sottopeso oppure prematuro. Ciò è dovuto probabilmente al fatto che, per via dell’infezione, il sistema immunitario della donna produce sostanze per difendersi dalle tossine dei batteri responsabili della placca e che un livello elevato di queste sostanze può stimolare l’avvio del parto prima del tempo.

Parola d’ordine PREVENZIONE!

Come sempre la prevenzione gioca un ruolo fondamentale, sarebbe opportuno fare una visita odontoiatrica, non appena si scopre di essere incinta, in maniera da rimuovere la placca e il tartaro che potrebbero causare eventuale infiammazione.

Bisognerà poi seguire i consigli per una corretta igiene domiciliare, in modo da utilizzare nel modo giusto lo spazzolino e il filo interdentale e l’uso di un collutorio specifico. È, comunque, consigliabile, mantenere le visite di controllo ogni tre mesi se non si ottengono risultati per mantenere alto lo stato di igiene orale.

 

CURE ODONTOIATRICHE IN GRAVIDANZA

Seppure molti odontoiatri siano restii, trattare le pazienti in stato di gravidanza in piena sicurezza è possibile. Anzi, in alcuni casi è persino raccomandabile per evitare rischi al nascituro. Il periodo più sicuro per effettuare le cure? All’inizio del terzo trimestre. Ecco quali indicazioni sono contenute nel documento ministeriale di recente emissione.

Le evidenze clinico-scientifiche che confermano la maggiore propensione allo sviluppo di patologie orali quali carie, gengiviti, parodontiti nelle donne durante lo stato gravidico sono numerose oltre che incontrovertibili.

Per tali ragioni assumono un valore di decisa rilevanza le raccomandazioni emanate dal ministero della Salute, elaborate da un gruppo multidisciplinare di esperti, volte non solo alla promozione di corretti stili di vita capaci di migliorare lo stato della salute orale nelle gestanti, ma altresì a fornire corrette indicazioni in materia di erogazione delle cure odontoiatriche nelle pazienti durante la gravidanza.

 

Le correlazioni tra patologie orali e parto prematuro

Risale al 1996 il primo studio che ha chiamato in causa la malattia parodontale quale fattore di rischio primario del parto prematuro. Negli anni a venire, poi, si è registrata una lunga e consistente serie di indagini clinico-scientifiche che ha attestato la sussistenza di un legame diretto tra parodontite e aborto spontaneo, ritardo di crescita intrauterino, lesioni e rotture di membrane, scarso peso del nascituro.

Tali eventi avversi possono manifestarsi per via dell’intervento diretto dei batteri scatenanti la parodontite, i quali producono una varietà di mediatori infiammatori chimici – tra cui prostaglandine, interleuchine, endotossine – che condizionano in negativo il normale decorso della gravidanza.

Ancora più allarmante la scoperta risalente al 2010: si è dimostrato scientificamente quanto il Fusobacterium nucleatum, specie batterica originata dal biofilm parodontopatogeno sottogengivale della madre, traslocato alla placenta e al feto, sia addirittura in grado di determinare un processo infiammatorio acuto responsabile della morte endouterina del feto.

 

Trasmissione verticale dello Streptococcus mutans

Sono le numerose modificazioni fisiologiche che accompagnano la gravidanza a condizionare sensibilmente lo stato di salute orale nella donna.

Iperemesi gravidica mattutina, abitudini alimentari alterate, reflusso gastro-esofageo possono indurre processi di demineralizzazione degli elementi dentali, provocando il processo destruente proprio dell’erosione dentale con rischio accresciuto di insorgenza carie e complicanze infiammatorie.

I tessuti gengivali delle donne in gravidanza sovente evidenziano una risposta infiammatoria decisamente accentuata rispetto ai microbi patogeni gengivali, proprio a causa delle alterazioni ormonali, vascolari e immunologiche associate alla gravidanza. Il verificarsi di tale condizione rende assai frequente l’insorgenza o l’aggravamento delle patologie che interessano i tessuti parodontali, anche per via di una salivazione che presenta ridotta azione detersiva.

Ulteriori studi scientifici hanno messo in luce un altro dato non trascurabile: la presenza di carie dentali e di flora batterica orale cariogena nella madre aumenta il rischio di insorgenza di carie nel nascituro. In concreto, si è potuto dimostrare che lo Streptococcus mutans può trasmettersi da madre in figlio, difatti molte risultanze cliniche hanno documentato che in un numero consistente di casi i genotipi del batterio responsabile della carie nei bambini siano proprio uguali a quelli presenti nelle madri. Tutto ciò è sufficiente a far percepire la ragione per cui sia necessario ridurre il numero di batteri cariogeni nel cavo orale della gestante in modo che la colonizzazione da parte degli stessi possa essere il più possibile ritardata nel neonato.

Durante la gravidanza è pertanto imprescindibile, da parte della donna, adottare una maggiore attenzione verso tutti gli aspetti della salute del cavo orale, anche attraverso visite di controllo più frequenti, dedicando, altresì, la giusta importanza a una corretta alimentazione, sana e varia, indispensabile per proteggere la salute della madre e del bambino.

 

Il ruolo fondamentale dell’odontoiatra

Durante questa specifica fase della vita di una donna, gioca un ruolo decisivo anche l’odontoiatra di fiducia, il quale deve essere in grado di fornire tutta una serie di indicazioni volte alla salvaguardia dello stato di salute di denti e bocca. In tale direzione, alla donna incinta va consigliato di consumare cibi ricchi di vitamine, sali minerali e nutrienti nobili, a cominciare da frutta e verdura fresche, bere, se possibile, molto latte, evitare il consumo eccessivo di dolci, zuccheri complessi, caramelle, bevande molto zuccherate, cibi contenenti diversi conservanti.

Per diminuire il rischio di insorgenza di erosioni e carie dentali nelle pazienti in stato di gravidanza che soffrono frequentemente di nausea e vomito da iperemesi gravidica, l’odontoiatra deve suggerire di: alimentarsi frequentemente con piccole quantità di cibo nutriente, risciacquare la bocca dopo gli episodi di vomito con acqua in cui disciogliere un cucchiaino di bicarbonato di sodio per neutralizzare l’acidità dell’ambiente orale, masticare chewing-gum senza zucchero o contenente xilitolo dopo aver mangiato, utilizzare spazzolini da denti delicati e dentifrici al fluoro non abrasivi per prevenire danni alle superfici dei denti, spazzolare i denti due volte al giorno e utilizzare il filo o altro ausilio interdentale tutti i giorni, effettuare una visita odontoiatrica e una seduta di igiene orale professionale, se non sono state effettuate negli ultimi sei mesi o se si è verificata una nuova particolare condizione.

 

Indicazioni terapeutiche per un trattamento in piena sicurezza

La gravidanza non deve dunque costituire un motivo per rinviare cure dentali di routine o trattamenti di affezioni acute, ricordando che in caso di necessità alcuni farmaci utilizzati di consueto per le procedure odontoiatriche e le cure di malattie orali – antibiotici, antinfiammatori, anestetici locali, antisettici orali – si dimostrano del tutto sicuri per la salute di mamma e bambino. Risulta opportuno, però, in caso di trattamenti sulla partoriente, che l’odontoiatra si consulti con il ginecologo curante, per assicurarsi dell’assenza di controindicazioni legate all’utilizzo di farmaci.

Anche le indagini diagnostiche, incluse le radiografie necessarie, possono essere eseguite in modo sicuro, adottando scrupolosamente alcune precauzioni.

Per quanto attiene all’igiene orale quotidiana, bisogna impiegare prodotti senza alcool, ricordando che cetilpiridinio cloruro e clorexidina possono essere utilizzati solo quando la necessità clinica sia stata chiaramente evidenziata dal curante.

 

Il secondo trimestre è il periodo più sicuro per intervenire

Nella donna incinta, l’inizio del secondo trimestre – dalla 14a alla 20a settimana di gestazione – è il periodo più sicuro per effettuare le procedure terapeutiche odontoiatriche, durante il quale il rischio di interruzione della gravidanza è inferiore rispetto al primo trimestre e l’organogenesi è completata. Entro 20 settimane di gestazione l’utero in gravidanza è posizionato al di sotto dell’ombelico e, pertanto, i trattamenti odontoiatrici possono essere eseguiti con maggiore comodità sulla poltrona rispetto ai periodi successivi. Nel terzo trimestre, l’utero di dimensioni aumentate può premere sulla vena cava inferiore e sulle vene pelviche, ostacolando il ritorno venoso al cuore: tale diminuzione del ritorno venoso può provocare una riduzione della quantità di ossigeno erogata al cervello e all’utero.

Perciò, dopo la ventesima settimana di gestazione, le pazienti devono essere mantenute in una posizione semiseduta o con un cuscino posizionato sotto il lato destro del corpo per consentire lo spostamento dell’utero lateralmente a sinistra della vena cava. Questo posizionamento è generalmente confortevole e permetterà di evitare ipotensione e nausea.

(Articolo pubblicato sul Dentista Moderno del 18-05-2017)

Con il cuore in mano vi consigliamo di non trascurare la salute dei vostri denti durante il periodo della gravidanza per il bene vostro e del vostro bambino.


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15/Mag/2017

Volevo ricordare a tutti i pazienti ed amici che presso la nostra struttura Odont. Pol. Dr. T. Fondi & Dr. D. Pirotto  di Codogno in Via Cattaneo, 45 è presente uno studio di piccola chirurgia ambulatoriale, cisti, nei verruche, lipomi e sclerosanti delle varici, gestito dal Dr. Paolo Sordelli affiancato dalla Signora Michela Ferrari. Il Dr. Sordelli specializzato in medicina del lavoro, chirurgia e anestesia, ha una lunga esperienza in piccoli interventi ambulatoriali, inoltre, per chi lo necessitasse esegue ecografie in ogni distretto del corpo e ecodoppler del sistema venoso. Normalmente riceve ogni primo lunedì del mese, e per appuntamenti telefonare presso lo studio allo 037734974.

 

Dr. Paolo Sordelli
Sig.ra Michela Ferrari
Piccoli Lipomi
Nei piani e in rilievo
Verruche

EcografoVarici


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08/Mag/2017

Parlando di prevenzione, sono fondamentali due piccole radiografie che si fanno tra le arcate dentarie a bocca chiusa, le BITE WING. Servono per vedere insieme le corone e parte delle radici  dell’emiarcata destra e sinistra. Perché sono cosi importanti, ci permettono di vedere le corone dei denti superiori e inferiori e quindi di seguirne il contorno, si possono così intercettare le carie al loro primo comparire, si può quindi decidere se procedere alla loro otturazione, oppure tenerle sotto controllo quando essendo interessato solo lo smalto, si può attendere e verificare ad un prossimo controllo con altre bitewing se la carie si è approfondita anche nella dentina e quindi va curata, oppure è rimasta tale quale  e quindi aspettare ancora. Ogni quanto vanno ripetute le bite?  Non esiste una regola precisa, ma sarà la cariorecettività del paziente a decidere. Se dopo sei mesi la piccola cavità cariosa è rimasta tale quale il paziente è poco cario recettivo e quindi ripeterà le bite una volta all’anno o addirittura ogni due anni, viceversa se dopo sei mesi la carie è aumentata, addirittura di molto, le bite andranno ripetute ogni sei mesi e nei casi peggiori  ogni tre.

Le bitewing rimangono il presidio più utile e a minor costo per valutare la cariorecettività di un paziente.

  

Nella prima Bite è evidente come nel 5°  e nel 7° superiore di sinistra siano presenti delle carie che hanno già raggiunto la dentina, mentre il 6° ha una vecchia otturazione in amalgama di argento che appare integra. A distanza di un anno sono state ripetute le Bite e si vede come il 5° e il 7° siano stati otturati, mentre il 6° presenta una grossa infiltrazione cariosa dove prima c’era un’amalgama integra. Questo fa capire l’importanza di ripetere le Bite- Wing almeno una volta all’anno.

Bisogna fare molta attenzione nell’eseguire queste radiografie, gli spazi interdentali devono rimanere aperti e visibili senza una sovrapposizione di contorni dentali che ci impedirebbero una corretta visione dei profili e quindi una difficile e non precisa diagnosi di carie.

    

Nella Bite di destra si vedono chiaramente due piccole radiotrasparenze a livello del 6° inferiore sia mesiale che distale, una piccolissima carie limitata al solo smalto nel 5° inferiore distale, che si terrà sotto controllo, il 6° superiore di destra presenta anch’esso una lesione cariosa sia mesiale che distale. Nella radiografia di sinistra non si apprezzano lesioni cariose, ma una piccola sovrapposizione dei contorni del 5° e 6° infgeriori.

Quindi quando il vostro dentista prima di procedere ad un’otturazione evidente della superficie occlusale di un dente riterrà opportuno eseguire queste piccole radiografie, apprezzatelo, sta facendo bene il suo lavoro cercando di formulare una diagnosi precoce delle lesioni cariose prima che diventino troppo estese tali da richiedere la devitalizzazione del dente.


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08/Apr/2017

In chirurgia  si sono fatti notevoli progressi quando si è capito che era fondamentale la sterilità e l’isolamento del campo operatorio, si sono così evitate le infezioni  e le contaminazioni da parte dei tessuti circostanti .

In bocca si è sempre pensato che fosse impossibile isolare il campo operatorio o meglio non servisse perché tanto in bocca “guarisce tutto”, quindi al massimo per tenere isolata  e asciutta la zona da trattare si metteva un rullo di cotone.

Tutto questo è durato finchè un signore di New York Dr. Sanford Chistie Barnum  il 15 Marzo del 1864 capi che prendendo un telino di gomma e praticandovi un foro per far  passare il dente  o i denti da trattare attraverso questo o questi fori rimanevano perfettamente asciutti e isolati sia dalla saliva che da eventuali infezioni presenti nella bocca. Era nata la diga di gomma e oggi sono  150 anni che questo importantissimo presidio esiste.

               

Ma se è così come mai oggi nel 2017 solo il 9% dei dentisti italiani usa la diga di gomma? Sarà per i costi eccessivi, per l’enorme difficoltà nel montarla, o per mancanza di voglia di apprendere una semplicissima tecnica che  permetterebbe  di lavorare in un ambiente asciutto e pulito?!

Vediamo: il costo, esageriamo 2€ compreso il costo per acquistare gli uncini e il kit pinza e foradiga, tutto materiale autoclavabile quindi riutilizzabile,  tranne il foglietto di gomma che è monouso e si getta via. La difficoltà e il tempo per montarla, vedrete da questi brevi filmati il tempo reale necessario per  posizionarla, quindi non rimane che l’ultima ipotesi.

 

 

 

Questi due brevi filmati mostrano in tempo reale la facilità con cui si monta la diga di gomma.

Basterebbe quindi fare un piccolo sforzo di volontà per godere degli innumerevoli vantaggi che ci regala la diga di gomma e sono numerosissime le indicazioni al suo uso. Passiamole in rassegna alcune:

Endodonzia: credo che siano tutti d’accordo che è impossibile devitalizzare correttamente un dente senza applicare la diga, noi usiamo liquidi tossici che il paziente potrebbe ingerire, la saliva, ricca di batteri, infetterebbe l’interno della radice del dente favorendo l’insorgere dei granulomi, il paziente con un movimento brusco potrebbe ingerire lo strumento che stiamo usando per la devitalizzazione, con gravi conseguenze  per il paziente, ma anche per lo studio.

 

                  

Uno  strumento canalare ingerito da un paziente a cui non era stata montata la diga duranteun trattamento canalare.

Conservativa: oggi in conservativa si usano quasi esclusivamente materiali compositi, che hanno mille pregi, aderiscono perfettamente al tessuto dentale, sono molto estetici e resistenti, ma hanno solo un grosso (difetto) tra parentesi, non sopportano l’umidità e quindi l’unico modo per sfruttare a pieno le loro potenzialità è lavorare con la diga ogni qualvolta si deve usare un materiale composito, dai sigillanti  alle otturazioni, dalla cementazione delle faccette e degli intarsi, vedrete dalle foto altre innumerevoli indicazioni all’uso della diga di gomma.

Dr. Davide Pirotto

 

  

  

Endodonzia Dr. Terzo Fondi ricostruzione Dr. Davide Pirotto

Dr. Terzo Fondi

 

Quindi quando andrete dal vostro dentista pretendete che applichi la diga ogni qualvolta si renda necessario il suo uso.


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28/Mar/2017

Ultimamente si sente sempre più parlare di faccette dentali. Facciamo un po’ di chiarezza su questo argomento.

In realtà il concetto non è nuovo, da sempre si cercava una tecnica che potesse dare estetica e funzione sacrificando il meno possibile il tessuto dentale, e concettualmente si sapeva benissimo come fare, si doveva preparare il meno possibile le superfici dentali, confezionare poi dei “gusci” in materiali diversi, composito, ceramica, ed ultimamente disilicato di litio, e applicarli sulle superfici dentali preparate. Dove era quindi il problema? Le tecniche adesive  e i materiali non erano così perfezionati  da poter garantire una tenuta nel tempo, e questo ci costringeva a delle preparazioni  contenitive, che  potessero assicurare una cementazione senza infiltrazioni e duratura,  il prezzo da pagare era la distruzione di una buona parte di dentina.

Negli ultimi anni, le tecniche adesive hanno fatto passi da gigante, e oggi sono completamente affidabili tanto da permetterci di essere molto conservativi, preparando pochissimo le superfici dentali o di non prepararle affatto.  Per non parlare dei materiali: oggi siamo vicini alla perfezione, i compositi microibridi con masse di smalto e dentina si sono avvicinati moltissimo al dente naturale, i disilicati, cioè le ceramiche vetrose pure, sono  quanto di più bello possa esserci nel campo delle ceramiche dentali, completamente prive di metallo e con un’estetica che non a niente da invidiare allo smalto dei denti naturali e possono essere realizzate con pochi micron di spessore.

Prima…                            
Dopo…

 

   

  

Fondamentali  sono le tecniche di cementazione. Per cementare le faccette si usa una tecnica adesiva e il cemento è un composito sia foto che auto polimerizzante,  che deve essere usato esclusivamente con la diga di gomma, (presto scriverò un articolo su questo importantissimo presidio)  poiché tutti i materiali compositi temono moltissimo l’umidità, e non esiste altro modo per tenere completamente asciutto il campo operatorio se non con la diga: solo in questo modo si può garantire un’adesione duratura , che resista nel tempo senza infiltrarsi.

Situazione iniziale
Preparazione minimale
Faccette in disilicato di litio  
Cementazione rigorosamente sotto diga
Caso finale
Caso iniziale
Caso finale

Come dicevo all’inizio oggi si sente parlare tanto di faccette forse perchè l’Estetica è diventata prioritaria rispetto ad una volta, noi abbiamo sempre abbracciato questa tecnica con i materiali che avevamo a disposizione. Oggi riusciamo a fare delle cose eccellenti perchè eccellenti sono diventati i materiali e l’adesione è diventata una scienza esatta, fermo restano che venga mantenuto il requisito fondamentale che è la cementazione con diga di gomma.

Il dr.Pirotto ha abbracciato con entusiasmo questa tecnica tanto da diventarne un esperto. I casi fotografati sono stati tutti eseguiti da Lui.


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22/Mar/2017

COSA SIGNIFICA OGGI  ESSERE UNA STRUTTURA POLISPECIALISTICA.

Per presentarci Vi invitiamo a fare un tour virtuale del nostro studio situato in Codogno  Via Carlo Cattaneo, 45.

Perché dopo tanto tempo che siamo aperti ho sentito l’esigenza di un articolo che presenti le nostre diverse professionalità che unite danno vita a quello che è oggi una struttura polispecialistica.

La settimana scorsa è venuto un paziente,  che conosco da 35 anni , che mi ha sempre seguito e con il quale si è istaurato anche un rapporto molto cordiale, parlando mi dice che ha avuto un problema e che non riusciva più ad aprire la bocca, allora è andato dal suo medico di base che lo ha inviato da un chirurgo maxillo facciale, che dopo averlo visitato, gli ha detto che lui non poteva farci niente, ma avrebbe dovuto consultare uno gnatologo. Al che io gli dico: “ Scusa ma non potevi venire direttamente da me ed espormi il tuo problema? Tanto più che abbiamo in studio uno specialista in gnatologia che avrebbe potuto visitarti.” La sua risposta è stata: “ Scusa ma tu fai il dentista, quindi ti occupi dei denti, io avevo un problema all’articolazione temporo mandibolare e pensavo che non fosse di tua pertinenza.”

Da qui l’esigenza di presentare  come è strutturato lo studio in cui lavorano tanti specialisti e dove io sono il direttore sanitario e il coordinatore.

Cominciamo da me, Dr. Terzo Fondi,  fondatore dello studio e, ahimè, il più anziano, mi occupo un po’ di tutto, ma in modo particolare di protesi, endodonzia e chirurgia implantare, di solito sono io gestisco le prime visite  e poi in base alle necessità del paziente  lo indirizzo verso  lo specialista più idoneo a risolvere le sue problematiche.

   

Il Dr. Davide Pirotto, venuto in studio appena laureato, solo “per vedere”, poi è rimasto. Per primo ha creduto in questo progetto, e non senza sacrifici, ha acquistato  parte delle quote dello studio diventando così il primo socio della nascente ODONTOIATRIA POLISPECIALISTICA SRL. Oggi  si occupa in maniera egregia  di conservativa,  endodonzia, protesi  e cerca di “superarmi nell’implantologia.”

     

Il Dr. Marco Fondi, mio nipote, laureato con il massimo dei voti all’università di Roma ha deciso di venire in studio da suo zio. Naturalmente voleva imparare il mestiere da chi lo aveva maggiormente influenzato nella sua decisione di dedicarsi all’odontoiatria.  La sua voglia di studiare e migliorarsi non si è esaurita con l’università, ha frequentato un bellissimo corso di conservativa e un master  biennale di ortodonzia all’università di Pavia  che ha terminato proprio in questi giorni,  con ottimi risultati. Non so quale sarà il suo futuro, non c’è dubbio che mi piacerebbe moltissimo rimanesse per diventare parte integrante di questa struttura, ma non voglio condizionare minimamente  la sua  decisione da cui può dipendere il suo futuro e la sua felicità.

    

La Dr.ssa Olivia Modena,  si occupa esclusivamente di ortodonzia, cioè “raddrizza” i denti ai grandi e ai bambini, branca in continua evoluzione e che diventerà sempre più importante, perché avere dei denti ben allineati, non solo ha una notevole valenza estetica, ma serve a mantenere la nostra dentatura in equilibrio e quindi fa in modo che il nostro sorriso duri nel tempo.

   

Il Dr. Andrea Grassi è un valente odontoiatra che si occupa prevalentemente di chirurgia  e parodontologia. Ho conosciuto il  Dr. Grassi da giovanissimo perché aveva frequentato uno dei numerosi corsi che, il Dr. De Simone ed io, tenevamo in tutta Italia, poi lo avevo perso di vista e un giorno di qualche mese fa, vidi su una locandina la pubblicità di un corso di chirurgia rigenerativa. Con sorpresa scoprii che il relatore era proprio il Dr. Andrea Grassi, mi iscrissi con sua massima sorpresa e al termine del corso gli chiesi  se voleva collaborare con lo studio. Con  mio grande piacere ha accettato e quindi oggi ci avvaliamo della sua maestria nella chirurgia e nella parodontologia.

Il Dr. Andrea Milani si occupa di gnatologia, una branca dell’odontoiatria difficile e molto complessa, studia cioè  i disturbi dell’articolazione  temporo- mandibolare, i click articolari,  e propone soluzioni terapeutiche tramite dei Byte, che restituiscono benessere e funzione masticatoria .

Ultimo entrato è il Dr. Giuseppe Cavalli,  che si occupa di conservativa ed endodonzia,  che percentualmente richiedono  il maggior numero di specialisti    essendo la carie la malattia più diffusa al mondo.

La prevenzione rappresenta senza dubbio l’aspetto fondamentale  di qualsiasi progetto e l’igiene orale è il cardine della prevenzione, lo studio infatti,  ha due igienisti validissimi, Il Dr. Mauro Cassella  e il Dr. Enrico Vitolo. Questo aspetto verrà senz’altro incrementato man mano che i pazienti, capiranno  l’importanza di prevenire anziché curare.

 

Ma una struttura polispecialistica non può solo occuparsi di bocca e di denti, ecco quindi la figura del        Dr. Paolo Sordelli, chirurgo generale, anestesista e medico del lavoro che si occupa di tutta la piccola chirurgia ambulatoriale, come nei, cisti, lipomi, verruche e tutte quelle piccole neoformazioni che possono creare problemi. Si occupa inoltre di ecografia e di ecodoppler di piccola chirurgia vascolare. Il Dr. Sordelli è affiancato nel suo lavoro da una validissima infermiera,  nonché sua moglie la Signora Michela Ferrari.

    

Sempre di più entrano a far parte di una struttura polispecialistica figure che una volta non ti saresti mai aspettato di trovare in uno studio dentistico,  abbiamo quindi introdotto la Dr.ssa  Paola Piacentini, valente osteopata e chinesiologa  e la Dr. Ssa  Margherita Bassi logopedista, entrambi  affiancano la Dr.ssa Modena, perché è ormai dimostrato che postura ed occlusione viaggiano di pari passo quindi non si può curare l’una senza prendersi cura anche dell’altra e la lingua ha un ruolo fondamentale nel  spostare  i denti una volta allineati, quindi il compito della logopedista è insegnare la corretta  posizione della lingua,  sia quando si parla che a riposo.

Proprio mentre scrivevo questo articolo un altro importante professionista entra a far parte della nostra stuttura,  la Dr.ssa Sara Boschiroli.  La sua figura è molto importante perchè lei è una valente psicologa e psicoterapeuta ad indirizzo cognitivo comportamentale, esperta in tecniche di rilassamento (Training Autogeno e Rilassamento Muscolare Progressivo) e formata in EMDR, tecnica particolarmente indicata nella rielaborazione di eventi traumatici.

Il suo intervento è rivolto ad adulti, bambini e coppie. Questo servizio potrà essere esteso anche ai pazienti odontofobici, ai bambini e ai loro genitori per superare la paura innata del dentista, ma anche i pazienti bruxisti potranno avvalersi del suo sostegno, imparando a rilassarsi controllando lo stato d’ansia che spesso è all’origine del bruxismo.

Un discorso a parte merita il Sig. Vittorio Bosia, non è solamente un valente odontotecnico che ti supporta con tutto il laboratorio nella realizzazione dei manufatti protesici,  è un amico e una persona fidata, quindi invecchiando, gli ho chiesto di occuparsi di tutta la parte commerciale e burocratica dello studio, cosa che, smussando gli spigoli del suo carattere diciamo irascibile, sta facendo in maniera rigorosa entrando a far parte a pieno titolo della società.

Ma una struttura può funzionare bene solo se tutti collaborano ad un progetto comune quindi un ruolo fondamentale  lo riveste tutto il personale ausiliario.

Abbiamo quindi la Signora Paola Comini per me persona molto speciale, a cui sono molto legato. Paola è un po’ l’elemento chiave dello studio, la sua esperienza come assistente, igienista, la sua maestria nell’occuparsi delle pubbliche relazioni fa di lei un elemento essenziale. Ad oggi ha lei il compito di gestire il personale, di spiegare i piani di trattamento  assicurandosi che il paziente abbia compreso le cure proposte e le  possibili alternative, stabilire con loro i piani economici più adatti alle loro esigenze.   Considerando il fatto che dovrebbe essere in pensione  e godersi il meritato riposo e credo non abbia mai lavorato tanto,  dovremmo esserle tutti grati.

La segreteria è rappresentata in maniera egregia dalla Sig.ra Elena Scarpanti e dalla Sig. ra Valentina Ferri, sempre accorte e gentili nel rispondere al telefono senza trascurare la contabilità e tutte le incombenze burocratiche proprie di una struttura così complessa.

    

Infine, ma non ultime per importanza ci sono loro, le cosidette “signorine”  cioè le assistenti alla poltrona: Stefania Connizzoli, Morgana Damonti, Loredana Ferrari e ultima arrivata  Teresa Crivelli. Senza di loro non sarebbe possibile svolgere correttamente il lavoro di studio. Sono loro che si occupano della sterilizzazione dei ferri e della pulizia delle poltrone, sono loro che assistono e supportano i medici durante tutte le operazioni, sempre attente a far sì che non manchi niente e a favorire in tutti i modi il lavoro quotidiano restando sempre a fianco dell’operatore, supportandolo e nello stesso tempo confortando e tranquillizzando il paziente.

      

Questo significa oggi essere una struttura polispecialistica  dove tutti sono indispensabili  e solamente con la collaborazione e l’impegno di tutti si possono aspirare a quei traguardi che un giorno di 13 anni fa mi sono messo in testa, creare una struttura all’avanguardia dotata di tutti quei presidi tecnologici che l’odontoiatria moderna richiede, quali la tac, la sedazione cosciente, la tecnologia piezoelettrica per interventi sempre più sicuri. Siamo sulla buona strada ma non dobbiamo mai sentirci arrivati, tutti insieme dobbiamo sempre migliorarci e credere nelle nostre possibilità, in modo che il nostro studio sia un riferimento per tutto il Lodigiano e non solo, il futuro è aperto e solo noi possiamo  plasmarlo.

Dedico questo articolo a tutti i nostri pazienti.


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09/Mar/2017

COSA FARE IN CASO DI CADUTA ACCIDENTALE DI UN BAMBINO IN CUI SIANO COINVOLTE LA BOCCA E I DENTI.

Può capitare che il vostro bambino cada o sbatta la bocca, riceva una testata durante il gioco. Prima cosa non perdere la calma, perché vedrete un mare di sangue, tamponate con del ghiaccio e una pezza bagnata con acqua fredda, dopo di che cominciate ad analizzare, prima la lingua poi le labbra ed infine i denti. Ed è proprio sui denti che concentreremo il nostro breve vademecum.

Nell’ipotesi peggiore vedete che il suo bel dentino davanti, magari spuntato da poco, non c’è più ed al suo posto c’è un buco sanguinante, (naturalmente sto parlando dei denti permanenti perché la perdita di un dente da latte sarebbe molto meno grave)  guardatevi in giro e cercate dove è finito il dentino, quando lo avete trovato, mettetelo in un fazzoletto bagnato, e una volta a casa in un bicchiere di latte, è importantissimo che il dente rimanga idratato. Correte il prima possibile dal vostro dentista di fiducia portando con voi il dente, il dentista provvederà a reimpiantarlo e a bloccarlo ai denti vicini. Tanto più veloce sarà questa operazione tanto maggiore la possibilità che il reimpianto riesca e che il vostro bambino potrà riavere il suo dente e tenerlo per  molti anni e nei casi più fortunati e immediati per sempre.

Anche se dovessero passare dei giorni non disperate e non buttate via il prezioso dente, perché il reimpianto può essere fatto anche a distanza di giorni con ottimi risultati, la durata nel tempo sarà inferiore, ma potrete garantire la permanenza in bocca del dente di vostro figlio per circa 20 anni, poi la radice si riassorbirà, ma allora potrà essere sostituito da un impianto.

Il caso che illustrerò parla proprio della perdita di un dente e il suo reimpianto dopo 3 giorni.

  

Ragazzo di 12 anni caduto dalla bicicletta viene in studio a farsi vedere dopo un giorno dall’incidente. Dico ai genitori di andare a cercare il dente, me lo portano  tutto sporco e disidratato, lo immergo nel latte in cui avevo sciolto un antibiotico e una volta reidratato lo reimpianto e blocco ai denti vicini.

    

   

Bene questo dente è rimasto in bocca per 22 anni dopo di che, come si vede dalla radiografia, la radice ha iniziato il processo di riassorbimento, quindi ho fatto passare ancora 5 anni dopo di che ho fatto un impianto. (Scusate per le scene cruente, ma non avevo altro modo per far capire l’importanza  di reimpiantare un dente perso per incidente.)

Fortunatamente non sempre le conseguenze sono così drammatiche, può succedere che possa fratturarsi parte di uno o più denti, anche in questo caso è importante andare subito dal proprio dentista che, dopo aver verificato se il dente è ancora vivo, procederà ad una pulpotomia.

Questa tecnica antichissima permetterà al dente di rigenerare la parte di dentina fratturate e nello stesso tempo darà modo alla radice, che essendo un bambino piccolo non ha ancora chiuso il suo apice, di completare il processo di apicogenesi. Diffidate da chi volesse devitalizzare un dente che non ha ancora l’apice radicolare completamente formato.

        

La paziente bambina e 30 dopo con ancora il suo dente ancora vitale e pronto per essere perfezionato con una faccetta in disilicato.

      

  

Ecco i passaggi come si vede nella prima foto ci sono i cornetti pulpari scoperti e sanguinanti si esegue un processo di pulpotomia, si applica idrossido di calcio dopo 6 mesi si riapre e dove prima c’era una polpa sanguinante, ora c’è dentina neoformata. Dalla prima rx si vedono gli apici radicolari aperti e a distanza di 8 mesi gli apici sono completamente chiusi e nell’ultima foto  il dente ricostruito e con un controllo a 5 anni. Ho rivisto la paziente 15 giorni fa e sta ancora benissimo dopo 30 anni.

   

L’ultima foto è un bellissimo vetrino del mio maestro Dr. Nicola Perrini che mostra una polpa sana con gli odontoblasti che producono dentina.


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25/Feb/2017

Molti si chiedono: ma perché devo togliere il dente del giudizio? Perché se madre natura mi ha fatto dei denti dovrei toglierli?

L’argomento è chiaramente complesso e le argomentazioni diverse per ogni individuo. Partiamo dallo spiegare quello che è successo e che oggi succede al genere umano. Non me ne vogliano i credenti, gli scettici e naturalisti, ma haimè questo è una dato di fatto, non solo perché ci sono studi scientifici e antropologici a riguardo ma perché nel mio lavoro di tutti i giorni ho la conferma che i denti del giudizio siano un residuo evoluzionistico al pari della coda che ha come residuo il coccige.

La mandibola è un osso attaccato alla mascella con un’articolazione,la temporo mandibolare, che nel corso dell’evoluzione si è ridotta in dimensioni, Perché???

Perché i cibi che mangiamo sono più raffinati e cotti, quindi la necessità di avere un numero eccessivo di denti e di una mandibola forte è pian piano venuta meno.

Chiaramente questo varia da persona a persona e come gli studi ci dimostrano questo è un cambiamento millenario, con tutta probabilità tra centinaia di anni nessuno avrà più i denti del giudizio perché non più utili. All’oggi noi siamo nel mezzo di questo cambiamento, ma ognuno di noi ha la sua storia familiare e culturale questo è il motivo per cui ci ritroviamo davanti ad esseri già sprovvisti di denti del giudizio e altri con ancora la loro presenza,  pur avendo sviluppato una mandibola contemporanea, ovvero più piccola.

La conseguenza?

I denti del giudizio non hanno più spazio , per tanto quando sono presenti, nascono storti, in orizzontale e rimangono inclusi, dando non pochi problemi.

Quali?

Facciamo alcuni esempi..

Un dente del giudizio che non ha spazio tenta inevitabilmente di farselo, magari posizionandosi sdraiato. Se nella sua posizione supina la corona del dente del giudizio spinge verso le radice del dente 7° si assisterà al riassorbimento della radice stessa, indebolendo la sua radice fino a farla riassorbire.

 

Il caso 1

Paziente di 15 anni e potete vedere le radici dell’ottavo non ancora formate e la radice del 7 dente non ancora compromessa.

Cosa è stato fatto?

Avulsione dell’8°  (e ora sgranocchia pop corn con tutti i suoi denti sani!).

 

Caso 2

Paziente adulto in cui le radici del 7 sono vicine alla testa del dente del giudizio, ma non sono state ancora compromesse, quindi basterà estrarre l’8 incluso, facendo attenzione a non toccare le radici del settimo, e tutto finisce qui senza ulteriori conseguenze.

 

Caso3

Paziente di 40 anni, le radice del dente del giudizio sono completamente sviluppate e si può ben osservare  lesione sulla radice del  7° dente.

    

 

Cosa è stato fatto?

Al paziente di 40 anni :

-Avulsione dell’8°

-Devitalizzazione del 7°

-Rizotomia del 7° si vede che il riassorbimento aveva già interessato anche la forcazione.

-Capsula provvisoria sul 7°

-Capsula definitiva sul 7°

 

Caso 4

  

Paziente adulto in cui le radici del dente del giudizio erano sul nervo alveolare, dopo aver eseguito una tac il chirurgo è stato in grado di estrarlo senza provocare nessuna lesione sul nervo stesso. Se questo dente fosse stato intercettato anni addietro, quando le radici non erano ancora formate, avrebbe reso più facile e meno rischiosa l’estrazione, che è andata a buon fine solo grazie all’abilità del chirurgo.

Conclusioni

Questo è solo un esempio, ci sono altre problematiche che i denti del giudizio possono portare, nevralgie, cervicale, affollamento dentale, disodontiasi con formazione di ascessi.

Mi preme indicare ai genitori, anche l’età migliore per togliere i denti del giudizio che è quella adolescenziale, con le eccezioni per alcuni.

Intendo dire quel periodo in cui ancora le radici del dente del giudizio non sono del tutto sviluppate, con il vantaggio di eseguire una estrazione senza conseguenze.

In definitiva è sempre meglio eseguire una radiografia panoramica delle arcate dentarie, quando i nostri figli hanno dai 10 ai 15 anni, per valutare: la presenza o meno dei denti del giudizio, come sono posizionati, se possono o interferire con la crescita e la salute dei settimi, se è opportuno o no procedere all’estrazione.

Qualora si decidesse per l’estrazione questa deve avvenire prima possibile, in quanto più passa il tempo più le radici del dente del giudizio possono avvicinarsi al tronco nervoso rendendo un po’ più rischiosa l’estrazione, senza considerare che più il paziente è adulto, più compatto sarà l’osso della mandibola e il rischio che la radice dell’8 vada in anchilosi è sempre più presente. La decisione ultima se estrarre o non il dente del giudizio incluso spetta al paziente o al suo genitore, ma compito del dentista è illustrare i rischi e i vantaggi di un’estrazione programmata di questi maledetti o benedetti denti del giudizio.


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12/Feb/2017

Una delle più belle esperienze della mia vita è stata andare in Burkina Faso ad aiutare l’avviamento di uno studio dentistico nella regione di Laba. Si trattava di un vero e proprio studio perfettamente attrezzato in cui esercitare l’odontoiatria in maniera corretta e dare quindi modo ai pazienti di curare tutte le patologie che si presentavano e agli odontoiatri Burkinè di imparare correttamente la professione odontoiatrica. Il caldo e l’umidità erano insopportabili, era facile ammalarsi di dissenteria fino quasi al collasso, ma è stata un’esperienza indimenticabile e i sorrisi che ci facevano i pazienti che avevano ricevuto le nostre cure, bastavano a ripagarci di tutto.


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01/Feb/2017

Mi chiamo Terzo Fondi, e faccio il Dentista con passione da circa 36 anni a Codogno, prima in Piazza Cairoli e dal 2004 in via Cattaneo al numero 45. Circa 13 anni fa venne a trovarmi un giovane odontoiatra, appena laureato, amico di mia figlia Barbara, si presenta e mi chiede se può venire in studio per vedermi mentre lavoro, tra noi ci fu subito intesa, e dopo pochi mesi iniziò a lavorare con me, dopo 7 o 8 anni gli chiesi se voleva diventare mio socio, nacque così ODONTOIATRIA POLISPECIALISTICA Srl, quel giovane dentista, ora mio socio è il Dr. DAVIDE PIROTTO.

Lo studio si espandeva, e noi  continuiamo ad investire in tecnologia e aggiornamento, altri professionisti si aggiungono ,il Dr. Paolo Sordelli che si occupa di piccola chirurgia ambulatoriale ed ecografia ed ecodoppler, il Dr. Andrea Grassi chirurgia maxillo facciale, la Dr.ssa Olivia Modena Ortodonzia,il  Dr. Marco Fondi conservativa ed ortodonzia, il Dr. Andrea Milani gnatologia,il  Dr. Giuseppe Cavalli conservativa,il  Dr. Enrico Vitolo igiene, il Dr. Mauro Cassella igiene, Paola Comini addetta alle relazioni con il pubblico, Elena Scarpanti e Valentina Ferri segreteria, Morgana  Stefania  Loredana  Simona  assistenti alla poltrona. Il lavoro e, con esso le incombenze burocratiche e commerciali aumentavano sempre di più, quindi ho chiesto al mio caro amico Vittorio Bosia di entrare a far parte della società e di interessarsi di tutta la parte commerciale.

Nel frattempo ci siamo dotati degli ultimi ritrovati tecnologici: Ortopantomografo per eseguire delle perfette radiografie panoramiche, la Tac con immagini in 3D, bisturi piezoelettrico per interventi chirurgici atraumatici e privi di pericolo per i tessuti molli e soprattutto per i tronchi nervosi che possiamo trovare durante un intervento sia di implantologia che di estrazione complessa dei denti del giudizio inclusi,  anestesia con protossido d’azoto per una sedazione cosciente e priva di ansia, una sala di sterilizzazione che è il nostro orgoglio con le pareti in acciaio inox per una disinfezione sterilizzazione sicura. Ci sono tanti altri progetti per il futuro e sicuramente Vi terremo informati.


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