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12/Feb/2017

Una delle più belle esperienze della mia vita è stata andare in Burkina Faso ad aiutare l’avviamento di uno studio dentistico nella regione di Laba. Si trattava di un vero e proprio studio perfettamente attrezzato in cui esercitare l’odontoiatria in maniera corretta e dare quindi modo ai pazienti di curare tutte le patologie che si presentavano e agli odontoiatri Burkinè di imparare correttamente la professione odontoiatrica. Il caldo e l’umidità erano insopportabili, era facile ammalarsi di dissenteria fino quasi al collasso, ma è stata un’esperienza indimenticabile e i sorrisi che ci facevano i pazienti che avevano ricevuto le nostre cure, bastavano a ripagarci di tutto.


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15/Mar/2021

Molte persone si chiedono se sia davvero importante e basilare o se quelli in commercio, siano più che altro fatti per vendere e fare girare le casse dei produttori

 

Di sicuro la seconda è una frase che nel mondo di oggi è sempre vera e mai sbagliata, dietro ad ogni prodotto ci sono interessi economici e alle volte questi superano la reale utilità del prodotto stesso

 

Per certi versi anche il collutorio corrisponde a questa descrizione o meglio, di base può essere utile ma di sicuro non è fondamentale come certi cartelloni o pubblicità vogliono farci credere.

               

 

Si tratta della pubblicità di un noto collutorio, nella quale all’uso di questo prodotto, viene attribuita la guarigione di una gengiva sanguinante e inoltre viene sminuita l’importanza di spazzolino e filo interdentale dicendo che essi alle volte non bastano per una corretta igiene orale, non bastano se non usati correttamente altrimenti certo che bastano, anzi avanzano

 

In più, noi sappiamo che quando abbiamo sanguinamento della gengiva potremmo essere in presenza di una gengivite o peggio di una parodontite, queste come scritto in precedenti articoli dipendono da fattori che il solo collutorio non potrà mai guarire ma al massimo solo tamponare, per la presenza di alcune sostanze in esso che possono limitare il sanguinamento

 

Ma questo non significa che ci guariscono da gengiviti o parodontiti, sarebbe troppo bello, basterebbe usare un collutorio e non avremo più problemi a livello dentale

 

Tanto bello quanto impossibile, se le gengive sanguinano l’unica cose che può mettervi al riparo è un continuo e corretto spazzolamento e uso del filo interdentale e andare dal vostro igienista dentale per la rimozioneprofessionale delle cause che provocano queste infiammazioni e quindi il sanguinamento, queste cause sono i depositi di placca e tartaro, cause che sicuramente un semplice collutorio non può risolvere da solo.

Quindi diffidate da chi dice che i collutori sono indispensabili o curatori.

TIPOLOGIE   DI  COLLUTORI.

Fatta questa iniziale premessa, andiamo a vedere le due tipologie principali di collutori che ci sono in commercio e che sono:

  1. Collutori con Clorexidina
  2. Collutori uso quotidiano

Questi sono i due grandi insiemi che descrivono le caratteristiche, ognuno ha dei piccoli sottoinsiemi

Questi collutori contengono appunto una sostanza chiamata Clorexidina e cioè un disinfettante di sintesi chimica ad azione antisettica e battericida contro una vasta gamma di batteri, soprattutto quelli causa di gengiviti

Insomma, una bomba

Viene venduto con varie percentuali di questa sostanza tipo 0,12%, 0,20%,0,30% ad ogni percentuale corrisponde una diversa efficacia, in base alla situazione del paziente spesso dopo l’igiene professionale, verrà consigliata quella giusta adatta al paziente in considerazione.

Nota negativa, il suo uso non potrà essere protratto nel tempo, difatti questa

sostanza tende a macchiare denti e lingua, con macchie che difficilmente vengono via con lo spazzolino e quindi dalle quali bisogna proteggersi

Per questo viene consigliato come una sorta di terapia post igiene professionale,

perché aiuta e completa al meglio la guarigione dei tessuti gengivali, verrà consigliato per una durata che varia dai 10 ai 20 giorni di solito.

Alle volte, il vostro igienista può prepararvene un po’ in un bicchiere da usare prima dell’inizio della seduta di igiene.

     

 

COLLUTORI   USO   QUOTIDIANO.

Qui il marketing la fa da padrona, perché in nessun caso li ritengo fondamentali ma al massimo utili nulla più

L’importante è che siano senza alcool perché questo con il tempo può recare fastidi alle gengive, oramai comunque sono in pratica quasi tutti senza alcool

Di questa tipologia ne abbiamo davvero a bizzeffe:

  1. Collutori remineralizzanti a base di calcio e fluoro per prevenire carie o remineralizzare lo smalto dei denti
  2. Collutori sensitive, per denti sensibili che sono un pò simili ai quelli precedenti
  3. Collutori whitening, per mantenimento dello
  4. Collutori con vari oli essenziali cioè sostanze estratte da piante aromatiche, per alitosi e una bocca

Potremmo continuare ancora ma credetemi non vi sarebbe molto utile

Di sicuro possono portare dei benefici, ad esempio alcuni collutori sbiancanti in associazione a dentifrici sbiancanti usati ogni tanto tipo 2/3 volte a settimana, aiutano a mantenere più a lungo gli effetti dello sbiancamento, ma non fanno miracoli non pensate che ve lo fanno durare tre anni di più, altrimenti basterebbe farlo una volta e usare quei prodotti per avere tutti denti splendenti per sempre

Così come quello remineralizzante in persone che hanno la tendenza a sviluppare carie più facilmente, anche per via di un ph salivare non fantastico o per persone che hanno denti molto sensibili, questi collutori associati ad una buona igiene orale possono dare qualche beneficio ma anche qui non è che con quelli non avrete più le carie, altrimenti ci mettete alla sbarra nessuno tra igienisti dentali e dentisti lavorerebbe

Quindi diciamo che non sono consigliati e che in certi casi possono essere utili e piacevoli da usare anche per rinfrescare la bocca, magari al mattino prima di uscire

Ma quello che dovete imprimervi in mente, come un segreto di stato, è che gli strumenti fondamentali sono spazzolino e filo interdentale usati nella maniera corretta, essi sono indispensabili, il resto sono tutti utili ma non indispensabili.

         

 

Per cui usateli pure, quelli alla clorexidina sempre e solo sotto indicazione di un igienista dentale o dentista e per un arco di tempo limitato, quelli per uso quotidiano senza alcool in base alle vostre esigenze o preferenze, vi saranno utili ma non saranno loro a garantirvi la corretta igiene.

 

 

 


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12/Dic/2020

Tutti sappiamo quanto la prevenzione sia importante nella vita, la frase più scontata del mondo

“Prevenire è meglio che curare!”

E’ tanto semplice quanto veritiera, io la considero una frase cardine e basilare

Per quanto riguarda i denti è infatti la prevenzione l’unica cosa che può farti mantenere i denti sani e a lungo e salvare il tuo portafoglio dal dentista

Ed è importante iniziarla il prima possibile e quindi già da bambini, con i primi controlli anche verso i due anni di età e con piccole accortezze e abitudini che possono fare molta differenza, quando il bambino diventerà un adulto.

Quindi, oggi vediamo alcune cose molto importanti e spesso non considerate, per prevenire già da bambini alcune problematiche che altrimenti il bambino potrebbe ritrovarsi quando cresce.

CIUCCIO SI O NO??

 

 

 

Cosa ricorda il seno materno e ha un grande potere calmante e per questo per il bambino è difficile separarsene??

Le mamme lo avranno di sicuro capito subito

Stiamo parlando del ciuccio! 

Attenzione a non abusarne 

Mettere una cosa in bocca e succhiarla per il neonato è un istinto naturale collegato all’allattamento dal seno materno. Addirittura parlando con amici ginecologi mi hanno detto che durante le ecografie si vede spesso il feto intento a succhiare un dito o una manina.

Quindi, per il bambino succhiare il ciuccio è naturale ed estremamente piacevole. Aiuta infatti il bambino ad addormentarsi e a superare momenti di distacco dai genitori.

Il rischio, però, è quello di abusarne. E di ricorrervi ogni volta che il bambino piange e di usarlo più volte durante il giorno.

L’uso esagerato del ciuccio può influire infatti sullo sviluppo dei denti, della bocca e del viso.

Uno degli effetti più comuni dati dal troppo ciuccio è il cosiddetto, morso aperto, cioè lo spazio che si crea tra i denti superiori e i denti inferiori. Con i denti superiori anteriori che crescono troppo spostati in avanti rispetto a quelli inferiori anteriori, questo può portare con la crescita ad alcune problematiche che non approfondiamo ora ma che spesso richiedono l’uso di apparecchi ortodontici

Se invece il bambino tiene il ciuccio lateralmente, il rischio è il, morso aperto laterale. Simili problematiche con quello visto poco fa e quindi sempre con uso di apparecchi per correggerlo

Il ciuccio va usato con metodo e cautela per fare sì che non provochi danni dentali e scheletrici.

Va usato fino ai 3-4 anni di età, ma non in maniera esagerata o continua durante la giornata, allora il ciuccio in questo modo non comporta danni irreversibili. Ed è comunque preferibile al pollice, che può comportare conseguenze peggiori per denti e labbra.

È importante inoltre evitare di applicare catenelle o altri oggettini al ciuccio, poiché lo renderebbero più pesante e pericoloso per denti e labbra.

Di solito i bambini, spiegano gli esperti, rinunciano spontaneamente al ciuccio intorno ai tre anni, quando acquistano più fiducia e sicurezza in sé stessi. In ogni caso è importante interrompere questa abitudine nel rispetto dei tempi del bambino e farlo in maniera graduale ma decisa

Inizialmente si potrebbe per esempio limitare l’uso del ciuccio alle situazioni di maggiore tensione. E comunque il bambino non deve essere colpevolizzato se insiste a volerlo. Bisogna invece accompagnarlo in questa fase di crescita complimentandosi ogni volta che riesce a rinunciarci.

Un rimedio potrebbe essere la sostituzione del ciuccio con un indumento che abbia l’odore della mamma, con un pupazzo speciale o con una morbida copertina, evitando che il bambino inizi a succhiare anche questi oggetti, ma che li usi solo come calmanti e rilassanti in certe situazioni e parallelamente si abitui a fare a meno del suo ciuccio.

LE CARIE

             

 

Vietatissima l’abitudine di immergere il ciuccio nel miele o in altre sostanze zuccherine, o di calmare il bambino tramite alimenti zuccherati, che potrebbero portare alla comparsa di carie e al danneggiamento dei denti da latte oltre a recare nel bambino già da piccolo una dipendenza da sostanze zuccherine

Roberto Ferro, presidente della SIOI -Società Italiana di Odontoiatria Infantile- dice: 

“La prevenzione della carie inizia nella testa di mamma e papà, i denti nascono sani e sta a noi mantenerli tali per il resto della vita”

Continua dicendo che:

“A partire dagli anni ’70 la carie ha cominciato un lento declino, tuttora in atto, tanto da scomparire in gran parte dei bambini e degli adolescenti, grazie soprattutto, all’azione del fluoro -in alcuni Stati era stato aggiunto all’acqua potabile perché ne erano stati scoperti gli effetti positivi sullo smalto dei denti- e all’uso dei dentifrici contenenti fluoro. Nonostante il trend positivo di diminuzione dell’insorgenza della carie nei bambini, gli zuccheri sono però sempre in agguato, pronti a erodere lo smalto. Per questo è bene che, già da piccoli, si impari a prendersi cura della propria bocca: i denti da latte sono una palestra con cui il bambino deve allenarsi per acquisire uno stile di vita positivo che gli consentirà di vivere una vita senza trapano. Se i genitori iniziano a pulire i denti da latte appena spuntati, il bimbo non avrà nessuna difficoltà ad abituarsi a lavarli. Bisogna iniziare molto presto. Un modo classico per acquisire un comportamento è l’imitazione: un piccolo che vede i genitori pulirsi i denti, magari stimolato, tenderà naturalmente a farlo.

Insomma, questo bravissimo Dottore conferma ancora una volta quello che tutti noi sappiamo, cioè la prevenzione da bambini tramite l’acquisizione di corrette abitudini e l’abolizione di scorrette abitudini, è la prima cosa da fare per mettere al riparo il futuro adulto da più danni possibili alla sua dentatura

MA COME SI LAVANO I DENTI DA LATTE?

Semplice, all’inizio lo spazzolino non ti serve.

Quando spuntano i primi dentini è opportuno per due o tre volte al giorno che la mamma o il papà passino sui denti una garza con del dentifricio al fluoro con una concentrazione non superiore a 500 parti per milione le ppm

La SIOI, afferma che il dentifricio con concentrazioni di fluoro differenziate per età.

pediatrica rappresenta la migliore forma di prevenzione della patologia cariosa, mentre viene bocciato l’uso delle compresse al fluoro.

Le cose poi cambiano con l’età quindi:

Dai 2 fino ai 6 anni è opportuno da parte di voi genitori sollecitare e aiutare il bambino a lavarsi i denti con un dentifricio contenente 500/1000 ppm di fluoro mettendone sulla testina una piccola quantità, quanto una lenticchia.

Dopo i 6 anni in su è bene aumentare la quantità di dentifricio -pari circa a una striscia di dentifricio di 1-2 cm-con una concentrazione di 1000/1400 ppm di fluoro. Va da sé che un bambino non sa lavarsi i denti, lavare i denti vuol dire rimuovere con le setole la placca batterica con la giusta tecnica.

Un piccolo non ha giustamente ancora la maturità neuromuscolare e le conoscenze per farlo. Ma è importante che lo si abitui a farlo due o tre volte al giorno, con voi genitori che dovrete insegnarli bene, perchè questo da una parte garantirà il necessario apporto di fluoro in bocca, dall’altra inizierà a fare acquisire al bambino il prima possibile la giusta tecnica di spazzolamento e un’abitudine fondamentale per il resto della vita

Per quanto riguarda la regolarità delle visite di controllo dal dentista, sono sempre da decidere con il vostro dentista ma di solito, se un bimbo è a basso rischio di carie e i denti vanno bene può essere visto anche a distanza di 1 anno, ma se è molto ricettivo alla carie va controllato anche dopo 4 mesi.

Fondamentale è anche una adeguata educazione alimentare dove il bambino non deve essere fatto abituare troppo agli zuccheri e alle bevande zuccherate e gasate, che devono essere molto limitate nella sua dieta

 

 

 

 

 

 


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28/Gen/2020

   

 

L’ortodonzia è la parte dell’odontoiatria che si occupa di correggere la posizione del dente per migliorare la masticazione, la respirazione e l’estetica.

Il termine ortodonzia deriva dal greco οῤθός “dritto” e ὀδοῦs oδó𝜈𝜏𝜊𝜍 “dente” e significa letteralmente “denti dritti”.

Denti storti malposizionati o con problemi di occlusione possono sia andare incontro più facilmente a carie ed a malattia parodontale, sia provocare problemi di masticazione e rendere il sorriso meno piacevole.

Alcuni problemi ortodontici particolarmente importanti si risolvono più facilmente se trattati in età precoce in dentatura decidua (denti da latte).

Anche gli adulti ricorrono sempre più frequentemente al trattamento ortodontico per migliorare masticazione ed aspetto estetico.

Lo scopo consiste nell’ottenere un’occlusione funzionale, con obiettivi realistici che concludono con le necessità del paziente.

 

       

 

                            Ortodonzia eseguita dal Dr. Vitaliano Martin Paoletti

 

 


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03/Dic/2019

Il bruxismo è l’atto di stringere, serrare o digrignare i denti sopratutto  durante il sonno nonostante il fenomeno sia in aumento e venga rilevato anche nelle ore diurne. Secondo recenti ricerche il bruxismo sarebbe un campanello d’allarme che ci indica, negli adolescenti, una pressione psicologica da collegare anche ad atti di bullismo subiti.

Il 65% degli adolescenti che hanno avuto a che fare con il bullismo, presenta il fenomeno bruxismo circa 4 volte di più rispetto alla norma.  Lo studio pubblicato nel Journal of Oral Rehabilitation, avverte i genitori, raccomandando un intervento repentino sia a livello odontoiatrico che psicologico.

La ricerca ha evidenziato che ragazzi dai 13 ai 15 anni che erano assoggettati a pressioni di bullismo verbale, soprattutto in ambito scolastico, mostravano una maggiore percentuale nello digrignare i denti durante il sonno.

Il soggetto affetto da bruxismo molto spesso non percepisce il problema identificandolo, ma al risveglio sentirà dolore a livello della mascella, nel tempo il bruxismo porterà il paziente ad avere canini e molari consumati o lesi, e se trascurato o non identificato, lo condurrà ad avere denti e articolazioni temporomandibolari danneggiati. A questi disturbi spesso si associa cefalea ingiustificata e disturbi all’apparato uditivo.

 

Le cause della patologia, non sono note, ma secondo gli studi più recenti il fenomeno può essere favorito da:

  • predisposizione familiare
  • alterazione del sistema neurologico
  • assunzioni di farmaci o droghe
  • eccessiva assunzione di caffè, alcool
  • fumo, ansia e stress

Il problema viene purtroppo sottovalutato, ma è molto diffuso in particolare tra gli adulti. L’Accademia italiana di odontoiatria protesica ha rilevato che ne sono affetti circa 15 milioni di italiani e l’incidenza è in continua e significativa crescita.

Come controllarlo?

Il bruxismo notturno può essere gestito attraverso l’utilizzo di un bite, un apparecchio rimovibile, realizzato in resina trasparente, che viene posizionato tra l’arcata dentale superiore e quella inferiore, e grazie alla sua funzione da “cuscinetto”, blocca l’azione di strofinamento e serramento durante le ore notturne.

Se il bruxismo è presente di giorno l’uso del bite risulta poco risolutivo in quanto difficilmente il paziente riesce a tenere il dispositivo. È perciò necessaria un’azione cosciente di controllo, quindi viene richiesto di prestare attenzione al fenomeno e cercare di allentare le tensioni.

 


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30/Set/2018

Paziente in prima visita viene con tutta la sua documentazione, ha girato già diversi studi da Reggio Emilia, dove abita, a Piacenza, e sempre ha ricevuto la stessa risposta: “Non ha abbastanza osso per poter eseguire gli impianti.” L’arcata superiore è completamente edentula, e porta una protesi totale da diversi anni, ora la cresta si ulteriormente ritirata e quindi fa fatica a trovare stabilità avendo notevoli disagi. Nell’arcata inferiore sono presenti 4 elementi dentari che ricoperti sostengono uno scheletrato, tali elementi appaiono molto compromessi e mobili, doloranti alla masticazione.

Viene controllata la tac che la paziente aveva portato con se  e viene eseguita una nuova ortopantomografia della arcate dentarie.

                      

Quindi si decide di estrarre tutti gli elementi inferiori ed eseguire contemporaneamente 4 impianti, mentre nell’arcata superiore di inserire 4 impianti con chirurgia guidata. Cominciamo dall’inferiore, si eseguono le estrazioni si scolla un lembo a tutto spessore, e la situazione appare molto più complessa di quanto sembrasse in radiografia, gli elementi dentali infetti avevano provocato vere e proprie voragini nell’osso, per fortuna nell’arcata inferiore, quanto c’è altezza dell’osso, tra i forami mentonieri ( dove passano i nervi ) si può pulire ed abbassare l’osso fino a trovare uno spessore adeguato e tessuto osseo sano, si posizionano gli impianti decidendo di non fare il carico immediato, vista la scarsa qualità dell’osso, si posiziona la protesi totale provvisoria confezionata in precedenza ma la tenuta non era soddisfacente, si decide allora di caricare un impianto, quello centrale, mettendogli un bottone che inserendosi nella protesi la stabilizza. Chiaramente c’è la possibilità che questo impianto possa essere perduto, ma i tre restanti, una volta integrati sono più che sufficienti per avvitare una barra che darà una stabilità notevole alla protesi.

La paziente è soddisfattissima, non ha più dolore e la protesi totale ancorata ad un impianto le da una stabilità soddisfacente per poter mangiare.

Passiamo quindi all’arcata superiore. Si esegue una tac con inserita una dima che ci permetterà di avere dei punti di repere, si prende quindi l’impronta dell’arcata superiore che una volta sviluppata viene scannerizzata  dopo di che un apposito softaware unisce le due immagini e posiziona gli impianti nell’unica zona possibile essendo la cresta ossea davvero molto stretta e con due enormi seni mascellari molto bassi. Con una stampante 3D viene confezionata una guida chirurgica che ci permetterà di posizionare gli impianti senza tagliare ed scollare un lembo, quindi senza dover suturare con un enorme confort per il paziente.

      

La mattina dell’intervento la paziente viene con la protesi inferiore ancorata ad un impianto e la sua vecchia protesi superiore, viene posizionata la dima chirurgica ricavata dallo studio della tac e della bocca quindi una volta provata la precisione della dima si blocca con dei pin laterali, poi con una sequenza ben protocollata attraverso i fori della dima e guidati dagli stessi  si eseguono i vari passaggi per posizionare gli impianti, il tutto per la durata di circa 30 minuti. posizionati gli impianti si smonta la guida chirurgica e la paziente può tranquillamente rimettere la sua vecchia protesi in attesa dell’integrazione degli impianti e quindi il confezionamento di una nuova protesi ancorata ad una barra avvitata sui 4 impianti.

                       

Questa è la tac eseguita dopo il posizionamento degli impianti da cui si vede come tutti gli elementi implantari siano all’interno della cresta ossea.

La cosa più bella è la soddisfazione della paziente che dopo un paio di ore dall’intervento non aveva alcun dolore ne gonfiore e che ha potuto mangiare tranquillamente senza nessun problema, il suo ringraziamento e gratitudine sono stati espressi con un bellissimo messaggio che ha inviato come  riconoscimento allo studio. Sicuramente questo sarà il futuro della chirurgia implantare, ma senza dimenticare la capacità di eseguire la metodica classica con l’apertura di un lembo chirurgico qualora dovessero insorgere delle complicazioni durante l’esecuzione della chirurgia guidata.


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09/Ago/2018

Sempre più spesso sui social circolano articoli che invitano a qualche forma di medicina fai da te, con tutti i rischi per la salute che ne possono conseguire.

I “rimedi casalinghi” possono talvolta rivelarsi efficaci, ma, nella maggioranza dei casi, non portano alcun reale giovamento al paziente. Anzi. Molto spesso chi tenta di curarsi con il “fai da te” vede peggiorare il suo quadro clinico e rende più complesso il successivo intervento terapeutico.

Prendiamo in considerazione una delle tante procedure consigliate in ambito dentistico e riportiamo testualmente una metodica suggerita per rimuovere il tartaro.

Si legge:

  • SII IL DENTISTA DI TE STESSO! ECCO ALCUNI TRUCCHI PER RIMUOVERE GLI ACCUMULI DI TARTARO A CASA
  • Ecco cosa serve: bicarbonato, uno spazzolino, acqua ossigenata, sale, acqua, una tazza, uno stuzzicadenti, un collutorio antisettico.
  • Mescolare un cucchiaio di bicarbonato con mezzo cucchiaino di sale. Bagnare lo spazzolino in acqua calda e immergerlo nel composto per poi spazzolare i denti per 5 minuti.
  • Mescolare una tazza di acqua ossigenata con mezza tazza di acqua calda e risciacquare per 1 minuto Risciacquare ancora con acqua fresca
  • Grattare via il tartaro da ciascun dente con l’ausilio dello stuzzicadenti.
  • Risciacquare con un collutorio antisettico.
  • Procedere in questo modo a giorni alterni fino all’ottenimento del risultato desiderato.

Et voilà! Siete improvvisamente, quantomeno, igienisti dentali.

    

Il percorso di studio per diventarlo davvero è inutile, gli investimenti in attrezzature specifiche sono superflui per non parlare dell’utilizzo di strumenti sterili: obsoleto.

Ecco di seguito cosa potrebbe accadere provando a seguire queste indicazioni:

  1. ustioni superficiali della mucosa orale legate all’erronea composizione del mix sale-bicarbonato o all’erronea diluizione dell’acqua ossigenata;
  2. sanguinamento delle gengive e potenziale assorbimento del bicarbonato da parte della mucosa orale, pericoloso per pazienti che soffrano di ipertensione, insufficienza renale ed altre patologie che determinino un disequilibrio del rapporto acido-base a livello sistemico
  3. abbassamento del PH della bocca e relativo danno alla flora batterica orale;
  4. peggioramento di problematiche odontoiatriche non diagnosticate quali retrazione della gengiva, infiammazione parodontale o esposizione della dentina
  5. aumento della sensibilità dentale
  6. abrasione dello smalto ed esposizione della dentina che ha, per natura, un colore giallastro.

 

     

     

In realtà anche i dentisti utilizzano il bicarbonato di sodio durante le sedute di igiene dentale ma, ovviamente, ci sono enormi differenze.

Primo: il bicarbonato di sodio è diverso. Il prodotto presente sugli scaffali del supermercato ha grani molto grossi che graffiano la superficie del dente.

Secondo: l’igienista non procede alla pulizia “spazzolando” i denti, ma utilizza un macchinario apposito che genera un getto di acqua, aria e bicarbonato. Grazie a tale strumento è in grado di trattare ogni dente nel modo più opportuno, direzionando il getto in modo da non compromettere la salute della mucosa, variando la concentrazione del bicarbonato e modulandone l’intensità e la distanza dalle superfici dentali.

  

 

L’unico modo per risparmiare denaro in ambito dentistico è quello di farsi seguire da personale competente e seguirne scrupolosamente le indicazioni (lavarsi regolarmente i denti, utilizzare dentifrici e collutori di buona qualità, cambiare spesso lo spazzolino etc.) puntando alla prevenzione delle patologie orali attraverso regolari sedute di igiene e di controllo.


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04/Lug/2018

Sorridi, provaci!

Il sorriso è un’arma potentissima a disposizione di ognuno di noi ed è oggetto di molti studi scientifici.

Cosa significa sorridere? Perché lo facciamo? Cosa vedono gli altri nel nostro sorriso?

 

I PRIMI STUDI

Il primo ad esaminare il sorriso fu Charles Darwin. Egli si rese conto che sorridere è un atto universale, non legato al contesto culturale di provenienza come invece la comunicazione verbale o alcuni gesti del linguaggio del corpo.

Ogni persona è, infatti, in grado di comprendere il sorriso e i sentimenti che esso comunica.

LE TIPOLOGIE DI SORRISI

Il sorriso può essere naturale quando siamo di buon umore, oppure forzato quando invece ci sentiamo tristi.

Gli scienziati hanno identificato 6 tipologie di sorriso a seconda di quali muscoli, delle labbra, delle guance o del viso, vengono coinvolti.

  • Il SORRISO FALSO:è il tipico sorriso forzato, di cortesia, meccanico che coinvolge solo i muscoli delle labbra, che vengono tirate per mostrare i denti.
  • Il SORRISO COMPIACIUTO: è un sorriso che esprime soddisfazione per noi stessi. Le labbra, che rimangono quasi chiuse, vengono tirate leggermente da una parte, conferendo al volto un aspetto lievemente asimmetrico.
  • Il SORRISO DI INCORAGGIAMENTO E ASCOLTO: serve ad incoraggiare il nostro interlocutore e a comunicargli la nostra piena attenzione. È un sorriso appena accennato, quasi sempre a bocca chiusa che non coinvolge la parte superiore del volto.
  • Il SORRISO ASIMMETRICO: questo sorriso fa sì che le labbra vadano da un lato verso l’alto e dall’altro verso il basso e può essere manifestazione di diverse emozioni che vanno dall’ansia al sarcasmo, fino addirittura all’ironia o all’incoraggiamento.
  • Il SORRISO A BOCCA CHIUSA: è la manifestazione di accoglienza cordiale che viene naturalmente riservata alle persone con le quali non si ha confidenza. In contesti diversi può celare una certa timidezza o un senso di paura o di rabbia repressa.
  • Il SORRISO GENUINO O SORRISO DI DUCHENNE: è IL SORRISO SINCERO. Questo sorriso è breve, simmetrico e coinvolge labbra, e occhi.

 

                             

 

GLI EFFETTI DEL SORRISO

Anni di studio hanno evidenziato altri aspetti legati all’atto di sorridere.

Tutti noi sorridiamo e nel farlo esprimiamo gioia. La cosa più interessante però, è che basta sorridere per provare allegria.

Se è vero che, quando si prova una sensazione di gioia, il nostro corpo risponde contraendo i muscoli facciali ed in particolare modo quelli degli zigomi (sorridendo appunto), è vero anche che il gesto stesso di sorridere, indipendentemente dal fatto che sia spontaneo o meno, è in grado di farci provare uno stato di allegria.

Il nostro cervello infatti reagisce a ciò che il nostro corpo sta facendo e, dal momento che interpreta il sorriso come felicità, modifica il nostro umore in base a questa lettura.

Non solo.

Il sorriso ha effetto su chi ci circonda.

Anche se non siamo felici, essere circondati da persone sorridenti, è in grado di migliorare considerevolmente il nostro umore.

 

QUEL SORRISO NASCOSTO

La mancanza di uno o più elementi dentali, forti discromie o un allineamento scorretto inducono alcune persone ad impedirsi di sorridere. L’impatto psicologico e sociale di questa determinazione, dettata molto spesso da un senso di vergogna ed inadeguatezza, è estremamente grave.

Il sorriso può farci stare meglio, può far sì che le persone rispondano a noi in modo più positivo. Con un sorriso è molto più probabile riuscire ad avere successo all’interno delle relazioni personali o in termini di carriera.

Il sorriso è ciò che ci permette di mostrare al mondo i nostri sentimenti o di mascherare alcune sensazioni.

Non sorridere significa rinunciare ad uno dei più grandi doni che l’uomo abbia.

Poi si può sorridere lo stesso, perchè si è comunque felici, ma credo che un sorriso con tutti i denti in ordine abbia una valenza maggiore.


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27/Gen/2018

Quella che vedete in questa immagine è una carie dentale al suo primo stadio. La carie dentale è la malattia più diffusa al mondo e, se intercettata precocemente, è facilmente curabile, ma se trascurata può evolvere in carie profonda e interessare il tessuto pulpare e provocare un dolore fortissimo, incessante e pulsante, poi, se non si interviene il dolore può diminuire fino a scomparire, ma solo  perchè è intervenuta una necrosi pulpare, in poche parole il dente è “morto”. Se non si interviene il dolore ricompare, accompagnandosi a gonfiore e malessere generale si ha la formazione di un ascesso dentale che richiede la devitalizzazione del dente.

In questa fase i batteri, presenti all’interno dei canali radicolari, possono qualche volta fuoriuscire e attraverso il sistema artero-venoso andare in circolo ed interessare organi quali il cuore, i reni e le articolazioni provocando malattie sistemiche molto gravi. Questo fa capire quanto sia importante la prevenzione e l’intercettazione iniziale della carie dentale.

Questo filmato illustra in maniera chiara e didattica quanto esposto precedentemente.


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01/Nov/2017

Ciao Elena,

scrivo semplicemente per chiederti se puoi ringraziare il Dottore che mi ha estratto i denti del giudizio!!!! Non ho praticamente avuto nessun dolore… Ha le mani d’oro!!!

Sto bene, la gengiva si sta rimarginando!

Ringrazia da parte mia sia il Dot. Fondi, sia Morgana ovviamente… A presto,

Clara

 

Questa è la lettera che ci ha inviato una paziente, che terrorizzata perchè doveva togliere due denti del giudizio, è stata prima tranquillizzata e poi con estrema delicatezza, si è proceduto all’estrazione contemporanea del dente del giudizio sup. e inf. dello stesso lato. La paziente era felicissima perchè non aveva sentito assolutamente nessun dolore e soprattutto ha continuato a non sentire niente neppure a casa. Con questa mail  ha voluto ringraziare me e tutto lo staff per il trattamento ricevuto, noi invece intendiamo ringraziare lei per la bellissima mail, che ci ha riempito il cuore di gioia  e ci ha dato stimoli per far sempre meglio il nostro lavoro. Grazie cercheremo sempre di mantenere la fiducia che migliaia di pazienti ci accordano da ormai 36 anni.


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