GLI IMPIANTI OSTEOINTEGRATI

2 Ottobre 2017 by Terzo0
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Sin dalla sua introduzione nel settore dell’odontoiatria da parte del dottor Branemark, l’implantologia, la chirurgia dentale per antonomasia ha subito numerose modifiche e molti miglioramenti. Ogni progresso fatto ha dimostrato che l’implantologia è un grande vantaggio per la società e quindi la sua accettazione da parte della popolazione in generale è aumentata notevolmente nonostante sia una tecnica di trattamento relativamente costosa.

                       

In questo caso si vede come con due semplici impianto è stato possibile ripristinare la masticazione senza toccare i denti del paziente, e questo è il reale vantaggio dell’implantologia.

L’osseointegrazione è la connessione strutturale e funzionale tra l’osso e la superficie di un impianto che porta il carico, e questa funzione dovrebbe essere adeguata e soddisfacente durante il periodo di guarigione e mantenuta durante il periodo di carico protesico. Lo sviluppo dell’interfaccia ossea dell’impianto è complesso. In questo breve video si vede come funziona l’osteointegrazione.

 

L’implantologia dentale permette di ripristinare il sorriso di un paziente che abbia perduto dei denti naturali, garantendo un risultato valido da un punto di vista sia estetico sia funzionale.

Con gli impianti si ottiene una riabilitazione fissa delle capacità masticatorie evitando al paziente tutti i fastidi legati alle protesi mobili.

L’intervento implantologico viene eseguito inserendo nell’osso mandibolare o mascellare, dei perni in titanio (che è un materiale completamente biocompatibile), che servono da sostegno per elementi dentali artificiali.

Fino a qualche tempo fa era ritenuto necessario attendere un periodo variabile dai 2 agli 8 mesi dal momento dell’inserimento dell’impianto prima di posizionare l’elemento dentale artificiale.

Oggi la tendenza è di abbreviare quanto più possibile queste tempistiche per ridurre al minimo il disagio per il paziente.

Gli elementi artificiali vengono inseriti, a seconda dei casi, immediatamente (carico immediato), in un periodo che va da una settimana a 2 mesi (breve periodo) o dopo 2 mesi (metodica convenzionale).

Molti sono stati gli studi volti a verificare quale impatto possa avere questa variabile temporale sul successo dell’intervento implantologico e tra questi spicca il lavoro di Esposito, Grusovin, Maghaireh H che, dopo aver valutato 1217 pazienti ai quali erano stati inseriti un totale di 2120 impianti, hanno potuto concludere: “non ci sono prove convincenti di una differenza significativa di problematiche legate all’inserimento di impianti in relazione al tempo trascorso tra l’inserimento dell’impianto e dell’elemento dentale artificiale”.

Queste evidenze scientifiche confermano, ancora una volta, come in caso di mancanza di uno o più denti, l’impianto dentale sia la miglior strategia terapeutica per il paziente, sia in termini di funzionalità, sia in termini temporali.

Per comprendere se un paziente possa essere un buon candidato per un impianto a carico immediato è necessario un esame prechirurgico approfondito per valutare la qualità e la quantità di osso disponibile per l’inserimento del perno.

Tale valutazione verrà fatta attraverso lo studio radiologico del distretto orofacciale. Oltre all’l’ortopantomografia tradizionale, fondamentale sarà l’esame TC-dentascan dei mascellari e dei seni paranasali, che offrendo un’immagine dettagliata tridimensionale della tessuto osseo disponibile e della sua struttura qualitativa permette di raccogliere tutte le informazioni necessarie a decidere che impianti posizionare, dove posizionarli e in che numero.

A questa valutazione seguirà un’anamnesi completa per valutare lo stato di salute complessivo del paziente (patologie pregresse o in atto, assunzione di farmaci che non consentono la riabilitazione protesica implantologica).

Tendenzialmente si può sostenere che un paziente che non abbia necessità di una rigenerazione ossea sia un buon candidato per l’impianto a carico immediato.

Qualora sia invece necessario provvedere ad una rigenerazione/ricostruzione ossea, sarà il dentista, caso per caso, a decidere se eseguire questa procedura contemporaneamente all’inserimento degli impianti, o in momenti successivi.

In un paziente completamente edentulo si può eseguire quella che viene chiamata Toronto Bridge, e che  consiste nell’inserire alcuni impianti, minimo 4,  meglio se 5 o 6,  nell’arcata superiore o in quella inferiore. Su di essi viene avvitata una protesi che garantisce al paziente una stabilità, ed una comodità simile a quelle dei propri denti

La protesi rimane fissata agli impianti e quindi non si toglie, si riesce ad ottenere una estetica elevata, la masticazione avviene come con denti naturali, l’igiene si effettua con la massima facilità e cosa molto importante, il dentista può rimuoverla in caso di problematiche agli impianti, o per effettuare un’igiene professionale.

Nei nostri studi di Codogno, Spino d’Adda e Corno Giovine  utilizziamo con successo questa metodica proponendola però solo a quei pazienti per i quali sia, concretamente, la soluzione migliore: pazienti portatori di dentiera, o con pochi denti residui non sani, che non abbiano particolari esigenze estetiche.

Gli impianti dentali sono costituiti da tre elementi fondamentali:

  • un impianto cilindrico o conico  normalmente in titanio che sostituisce la radice del dente mancante;
  • un elemento di connessione posizionato o integrato nell’impianto che serve come supporto per gli elementi dentali da sostituire;
  • la corona, ovvero la parete visibile del dente che viene realizzata in modo da armonizzarsi con la dentatura naturale.

 

Gli impianti dentali sono adatti a persone di ogni età e possono essere la scelta ottimale non solo nel caso in cui manchino uno o più denti, ma anche nel caso in cui il paziente abbia perduto tutti i denti.

I denti ricostruiti con gli impianti dentali garantiscono una funzionalità e delle sensazioni identiche a quelli naturali e garantiscono al paziente la possibilità di svolgere le normali azioni quotidiane senza percepire alcun disagio.

Ma perché scegliere una terapia implantare rispetto ad altre opzioni?

  1. Gli impianti sono la cosa più vicina ai denti naturali. Forti e stabili gli impianti dentali rimpiazzano la radice andata perduta, cosicché il nuovo dente ha la stessa funzionalità e garantisce le stesse sensazioni di un dente naturale.
  2. Sono fatti per durare e costituiscono una soluzione a lungo termine. È noto che i ponti dentali supportati da altri denti possono durare all’incirca 10 anni, dopodiché devono essere rimpiazzati, mentre gli impianti, possono durare per tutta la vita se inseriti e curati correttamente.
  3. Ti permettono di goderti la vita senza preoccuparti di denti: si armonizzano alla tua bocca, sembrano completamente naturali e non rischiano di muoversi.
  4. Gli impianti dentali proteggono la salute delle ossa. Lasciare uno spazio vuoto nella tua bocca dopo aver perso uno o più denti può creare altri problemi di salute quali la perdita e il deterioramento dell’osso mandibolare o mascellare. Se non utilizzato come supporto per un dente naturale l’osso si deteriora perdendo la sua forza.
  5. I denti stanno al loro posto, ovvero nella tua bocca. Non devi preoccuparti che la tua dentiera possa muoversi o uscirti in bocca.
  6. Gli impianti dentali ti permettono di parlare senza problemi, cosa che può essere difficoltosa per chi indossa protesi mobili che, spesso, rendono difficile la pronuncia di alcuni suoni.
  7. Puoi mangiare i tuoi cibi preferiti senza nessun problema.
  8. Proteggono la salute degli altri denti. Posizionare un ponte supportato da denti significa sovraccaricare i denti d’appoggio. Gli impianti dentali, che si fissano direttamente nell’osso nel posto esatto in cui manca la radice del dente ormai andato perduto, non hanno alcun impatto sui denti sani. Non solo, la loro presenza evita che i denti vicini a quelli mancanti si possono muovere slittando nello spazio lasciato libero.

 

In questo filmato di animazione si può vedere in un modo che non impressioni il posizionamento di un impianto.

 

Riassumendo quando quando inseriamo un impianto:

Quando un paziente ha perso qualche dente e vuole ripristinare la corretta masticazione, senza limare i denti vicini, oppure quando manca uno dei due pilastri di ponte.

 

Oppure in un paziente totalmente edentulo e che vorrebbe riavere la funzione estetica e masticatoria senza ricorrere alla protesi totale.

   


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