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12/Dic/2020

Tutti sappiamo quanto la prevenzione sia importante nella vita, la frase più scontata del mondo

“Prevenire è meglio che curare!”

E’ tanto semplice quanto veritiera, io la considero una frase cardine e basilare

Per quanto riguarda i denti è infatti la prevenzione l’unica cosa che può farti mantenere i denti sani e a lungo e salvare il tuo portafoglio dal dentista

Ed è importante iniziarla il prima possibile e quindi già da bambini, con i primi controlli anche verso i due anni di età e con piccole accortezze e abitudini che possono fare molta differenza, quando il bambino diventerà un adulto.

Quindi, oggi vediamo alcune cose molto importanti e spesso non considerate, per prevenire già da bambini alcune problematiche che altrimenti il bambino potrebbe ritrovarsi quando cresce.

CIUCCIO SI O NO??

 

 

 

Cosa ricorda il seno materno e ha un grande potere calmante e per questo per il bambino è difficile separarsene??

Le mamme lo avranno di sicuro capito subito

Stiamo parlando del ciuccio! 

Attenzione a non abusarne 

Mettere una cosa in bocca e succhiarla per il neonato è un istinto naturale collegato all’allattamento dal seno materno. Addirittura parlando con amici ginecologi mi hanno detto che durante le ecografie si vede spesso il feto intento a succhiare un dito o una manina.

Quindi, per il bambino succhiare il ciuccio è naturale ed estremamente piacevole. Aiuta infatti il bambino ad addormentarsi e a superare momenti di distacco dai genitori.

Il rischio, però, è quello di abusarne. E di ricorrervi ogni volta che il bambino piange e di usarlo più volte durante il giorno.

L’uso esagerato del ciuccio può influire infatti sullo sviluppo dei denti, della bocca e del viso.

Uno degli effetti più comuni dati dal troppo ciuccio è il cosiddetto, morso aperto, cioè lo spazio che si crea tra i denti superiori e i denti inferiori. Con i denti superiori anteriori che crescono troppo spostati in avanti rispetto a quelli inferiori anteriori, questo può portare con la crescita ad alcune problematiche che non approfondiamo ora ma che spesso richiedono l’uso di apparecchi ortodontici

Se invece il bambino tiene il ciuccio lateralmente, il rischio è il, morso aperto laterale. Simili problematiche con quello visto poco fa e quindi sempre con uso di apparecchi per correggerlo

Il ciuccio va usato con metodo e cautela per fare sì che non provochi danni dentali e scheletrici.

Va usato fino ai 3-4 anni di età, ma non in maniera esagerata o continua durante la giornata, allora il ciuccio in questo modo non comporta danni irreversibili. Ed è comunque preferibile al pollice, che può comportare conseguenze peggiori per denti e labbra.

È importante inoltre evitare di applicare catenelle o altri oggettini al ciuccio, poiché lo renderebbero più pesante e pericoloso per denti e labbra.

Di solito i bambini, spiegano gli esperti, rinunciano spontaneamente al ciuccio intorno ai tre anni, quando acquistano più fiducia e sicurezza in sé stessi. In ogni caso è importante interrompere questa abitudine nel rispetto dei tempi del bambino e farlo in maniera graduale ma decisa

Inizialmente si potrebbe per esempio limitare l’uso del ciuccio alle situazioni di maggiore tensione. E comunque il bambino non deve essere colpevolizzato se insiste a volerlo. Bisogna invece accompagnarlo in questa fase di crescita complimentandosi ogni volta che riesce a rinunciarci.

Un rimedio potrebbe essere la sostituzione del ciuccio con un indumento che abbia l’odore della mamma, con un pupazzo speciale o con una morbida copertina, evitando che il bambino inizi a succhiare anche questi oggetti, ma che li usi solo come calmanti e rilassanti in certe situazioni e parallelamente si abitui a fare a meno del suo ciuccio.

LE CARIE

             

 

Vietatissima l’abitudine di immergere il ciuccio nel miele o in altre sostanze zuccherine, o di calmare il bambino tramite alimenti zuccherati, che potrebbero portare alla comparsa di carie e al danneggiamento dei denti da latte oltre a recare nel bambino già da piccolo una dipendenza da sostanze zuccherine

Roberto Ferro, presidente della SIOI -Società Italiana di Odontoiatria Infantile- dice: 

“La prevenzione della carie inizia nella testa di mamma e papà, i denti nascono sani e sta a noi mantenerli tali per il resto della vita”

Continua dicendo che:

“A partire dagli anni ’70 la carie ha cominciato un lento declino, tuttora in atto, tanto da scomparire in gran parte dei bambini e degli adolescenti, grazie soprattutto, all’azione del fluoro -in alcuni Stati era stato aggiunto all’acqua potabile perché ne erano stati scoperti gli effetti positivi sullo smalto dei denti- e all’uso dei dentifrici contenenti fluoro. Nonostante il trend positivo di diminuzione dell’insorgenza della carie nei bambini, gli zuccheri sono però sempre in agguato, pronti a erodere lo smalto. Per questo è bene che, già da piccoli, si impari a prendersi cura della propria bocca: i denti da latte sono una palestra con cui il bambino deve allenarsi per acquisire uno stile di vita positivo che gli consentirà di vivere una vita senza trapano. Se i genitori iniziano a pulire i denti da latte appena spuntati, il bimbo non avrà nessuna difficoltà ad abituarsi a lavarli. Bisogna iniziare molto presto. Un modo classico per acquisire un comportamento è l’imitazione: un piccolo che vede i genitori pulirsi i denti, magari stimolato, tenderà naturalmente a farlo.

Insomma, questo bravissimo Dottore conferma ancora una volta quello che tutti noi sappiamo, cioè la prevenzione da bambini tramite l’acquisizione di corrette abitudini e l’abolizione di scorrette abitudini, è la prima cosa da fare per mettere al riparo il futuro adulto da più danni possibili alla sua dentatura

MA COME SI LAVANO I DENTI DA LATTE?

Semplice, all’inizio lo spazzolino non ti serve.

Quando spuntano i primi dentini è opportuno per due o tre volte al giorno che la mamma o il papà passino sui denti una garza con del dentifricio al fluoro con una concentrazione non superiore a 500 parti per milione le ppm

La SIOI, afferma che il dentifricio con concentrazioni di fluoro differenziate per età.

pediatrica rappresenta la migliore forma di prevenzione della patologia cariosa, mentre viene bocciato l’uso delle compresse al fluoro.

Le cose poi cambiano con l’età quindi:

Dai 2 fino ai 6 anni è opportuno da parte di voi genitori sollecitare e aiutare il bambino a lavarsi i denti con un dentifricio contenente 500/1000 ppm di fluoro mettendone sulla testina una piccola quantità, quanto una lenticchia.

Dopo i 6 anni in su è bene aumentare la quantità di dentifricio -pari circa a una striscia di dentifricio di 1-2 cm-con una concentrazione di 1000/1400 ppm di fluoro. Va da sé che un bambino non sa lavarsi i denti, lavare i denti vuol dire rimuovere con le setole la placca batterica con la giusta tecnica.

Un piccolo non ha giustamente ancora la maturità neuromuscolare e le conoscenze per farlo. Ma è importante che lo si abitui a farlo due o tre volte al giorno, con voi genitori che dovrete insegnarli bene, perchè questo da una parte garantirà il necessario apporto di fluoro in bocca, dall’altra inizierà a fare acquisire al bambino il prima possibile la giusta tecnica di spazzolamento e un’abitudine fondamentale per il resto della vita

Per quanto riguarda la regolarità delle visite di controllo dal dentista, sono sempre da decidere con il vostro dentista ma di solito, se un bimbo è a basso rischio di carie e i denti vanno bene può essere visto anche a distanza di 1 anno, ma se è molto ricettivo alla carie va controllato anche dopo 4 mesi.

Fondamentale è anche una adeguata educazione alimentare dove il bambino non deve essere fatto abituare troppo agli zuccheri e alle bevande zuccherate e gasate, che devono essere molto limitate nella sua dieta

 

 

 

 

 

 


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28/Gen/2020

   

 

L’ortodonzia è la parte dell’odontoiatria che si occupa di correggere la posizione del dente per migliorare la masticazione, la respirazione e l’estetica.

Il termine ortodonzia deriva dal greco οῤθός “dritto” e ὀδοῦs oδó𝜈𝜏𝜊𝜍 “dente” e significa letteralmente “denti dritti”.

Denti storti malposizionati o con problemi di occlusione possono sia andare incontro più facilmente a carie ed a malattia parodontale, sia provocare problemi di masticazione e rendere il sorriso meno piacevole.

Alcuni problemi ortodontici particolarmente importanti si risolvono più facilmente se trattati in età precoce in dentatura decidua (denti da latte).

Anche gli adulti ricorrono sempre più frequentemente al trattamento ortodontico per migliorare masticazione ed aspetto estetico.

Lo scopo consiste nell’ottenere un’occlusione funzionale, con obiettivi realistici che concludono con le necessità del paziente.

 

       

 

                            Ortodonzia eseguita dal Dr. Vitaliano Martin Paoletti

 

 


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03/Dic/2019

Il bruxismo è l’atto di stringere, serrare o digrignare i denti sopratutto  durante il sonno nonostante il fenomeno sia in aumento e venga rilevato anche nelle ore diurne. Secondo recenti ricerche il bruxismo sarebbe un campanello d’allarme che ci indica, negli adolescenti, una pressione psicologica da collegare anche ad atti di bullismo subiti.

Il 65% degli adolescenti che hanno avuto a che fare con il bullismo, presenta il fenomeno bruxismo circa 4 volte di più rispetto alla norma.  Lo studio pubblicato nel Journal of Oral Rehabilitation, avverte i genitori, raccomandando un intervento repentino sia a livello odontoiatrico che psicologico.

La ricerca ha evidenziato che ragazzi dai 13 ai 15 anni che erano assoggettati a pressioni di bullismo verbale, soprattutto in ambito scolastico, mostravano una maggiore percentuale nello digrignare i denti durante il sonno.

Il soggetto affetto da bruxismo molto spesso non percepisce il problema identificandolo, ma al risveglio sentirà dolore a livello della mascella, nel tempo il bruxismo porterà il paziente ad avere canini e molari consumati o lesi, e se trascurato o non identificato, lo condurrà ad avere denti e articolazioni temporomandibolari danneggiati. A questi disturbi spesso si associa cefalea ingiustificata e disturbi all’apparato uditivo.

 

Le cause della patologia, non sono note, ma secondo gli studi più recenti il fenomeno può essere favorito da:

  • predisposizione familiare
  • alterazione del sistema neurologico
  • assunzioni di farmaci o droghe
  • eccessiva assunzione di caffè, alcool
  • fumo, ansia e stress

Il problema viene purtroppo sottovalutato, ma è molto diffuso in particolare tra gli adulti. L’Accademia italiana di odontoiatria protesica ha rilevato che ne sono affetti circa 15 milioni di italiani e l’incidenza è in continua e significativa crescita.

Come controllarlo?

Il bruxismo notturno può essere gestito attraverso l’utilizzo di un bite, un apparecchio rimovibile, realizzato in resina trasparente, che viene posizionato tra l’arcata dentale superiore e quella inferiore, e grazie alla sua funzione da “cuscinetto”, blocca l’azione di strofinamento e serramento durante le ore notturne.

Se il bruxismo è presente di giorno l’uso del bite risulta poco risolutivo in quanto difficilmente il paziente riesce a tenere il dispositivo. È perciò necessaria un’azione cosciente di controllo, quindi viene richiesto di prestare attenzione al fenomeno e cercare di allentare le tensioni.

 


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30/Set/2018

Paziente in prima visita viene con tutta la sua documentazione, ha girato già diversi studi da Reggio Emilia, dove abita, a Piacenza, e sempre ha ricevuto la stessa risposta: “Non ha abbastanza osso per poter eseguire gli impianti.” L’arcata superiore è completamente edentula, e porta una protesi totale da diversi anni, ora la cresta si ulteriormente ritirata e quindi fa fatica a trovare stabilità avendo notevoli disagi. Nell’arcata inferiore sono presenti 4 elementi dentari che ricoperti sostengono uno scheletrato, tali elementi appaiono molto compromessi e mobili, doloranti alla masticazione.

Viene controllata la tac che la paziente aveva portato con se  e viene eseguita una nuova ortopantomografia della arcate dentarie.

                      

Quindi si decide di estrarre tutti gli elementi inferiori ed eseguire contemporaneamente 4 impianti, mentre nell’arcata superiore di inserire 4 impianti con chirurgia guidata. Cominciamo dall’inferiore, si eseguono le estrazioni si scolla un lembo a tutto spessore, e la situazione appare molto più complessa di quanto sembrasse in radiografia, gli elementi dentali infetti avevano provocato vere e proprie voragini nell’osso, per fortuna nell’arcata inferiore, quanto c’è altezza dell’osso, tra i forami mentonieri ( dove passano i nervi ) si può pulire ed abbassare l’osso fino a trovare uno spessore adeguato e tessuto osseo sano, si posizionano gli impianti decidendo di non fare il carico immediato, vista la scarsa qualità dell’osso, si posiziona la protesi totale provvisoria confezionata in precedenza ma la tenuta non era soddisfacente, si decide allora di caricare un impianto, quello centrale, mettendogli un bottone che inserendosi nella protesi la stabilizza. Chiaramente c’è la possibilità che questo impianto possa essere perduto, ma i tre restanti, una volta integrati sono più che sufficienti per avvitare una barra che darà una stabilità notevole alla protesi.

La paziente è soddisfattissima, non ha più dolore e la protesi totale ancorata ad un impianto le da una stabilità soddisfacente per poter mangiare.

Passiamo quindi all’arcata superiore. Si esegue una tac con inserita una dima che ci permetterà di avere dei punti di repere, si prende quindi l’impronta dell’arcata superiore che una volta sviluppata viene scannerizzata  dopo di che un apposito softaware unisce le due immagini e posiziona gli impianti nell’unica zona possibile essendo la cresta ossea davvero molto stretta e con due enormi seni mascellari molto bassi. Con una stampante 3D viene confezionata una guida chirurgica che ci permetterà di posizionare gli impianti senza tagliare ed scollare un lembo, quindi senza dover suturare con un enorme confort per il paziente.

      

La mattina dell’intervento la paziente viene con la protesi inferiore ancorata ad un impianto e la sua vecchia protesi superiore, viene posizionata la dima chirurgica ricavata dallo studio della tac e della bocca quindi una volta provata la precisione della dima si blocca con dei pin laterali, poi con una sequenza ben protocollata attraverso i fori della dima e guidati dagli stessi  si eseguono i vari passaggi per posizionare gli impianti, il tutto per la durata di circa 30 minuti. posizionati gli impianti si smonta la guida chirurgica e la paziente può tranquillamente rimettere la sua vecchia protesi in attesa dell’integrazione degli impianti e quindi il confezionamento di una nuova protesi ancorata ad una barra avvitata sui 4 impianti.

                       

Questa è la tac eseguita dopo il posizionamento degli impianti da cui si vede come tutti gli elementi implantari siano all’interno della cresta ossea.

La cosa più bella è la soddisfazione della paziente che dopo un paio di ore dall’intervento non aveva alcun dolore ne gonfiore e che ha potuto mangiare tranquillamente senza nessun problema, il suo ringraziamento e gratitudine sono stati espressi con un bellissimo messaggio che ha inviato come  riconoscimento allo studio. Sicuramente questo sarà il futuro della chirurgia implantare, ma senza dimenticare la capacità di eseguire la metodica classica con l’apertura di un lembo chirurgico qualora dovessero insorgere delle complicazioni durante l’esecuzione della chirurgia guidata.


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09/Ago/2018

Sempre più spesso sui social circolano articoli che invitano a qualche forma di medicina fai da te, con tutti i rischi per la salute che ne possono conseguire.

I “rimedi casalinghi” possono talvolta rivelarsi efficaci, ma, nella maggioranza dei casi, non portano alcun reale giovamento al paziente. Anzi. Molto spesso chi tenta di curarsi con il “fai da te” vede peggiorare il suo quadro clinico e rende più complesso il successivo intervento terapeutico.

Prendiamo in considerazione una delle tante procedure consigliate in ambito dentistico e riportiamo testualmente una metodica suggerita per rimuovere il tartaro.

Si legge:

  • SII IL DENTISTA DI TE STESSO! ECCO ALCUNI TRUCCHI PER RIMUOVERE GLI ACCUMULI DI TARTARO A CASA
  • Ecco cosa serve: bicarbonato, uno spazzolino, acqua ossigenata, sale, acqua, una tazza, uno stuzzicadenti, un collutorio antisettico.
  • Mescolare un cucchiaio di bicarbonato con mezzo cucchiaino di sale. Bagnare lo spazzolino in acqua calda e immergerlo nel composto per poi spazzolare i denti per 5 minuti.
  • Mescolare una tazza di acqua ossigenata con mezza tazza di acqua calda e risciacquare per 1 minuto Risciacquare ancora con acqua fresca
  • Grattare via il tartaro da ciascun dente con l’ausilio dello stuzzicadenti.
  • Risciacquare con un collutorio antisettico.
  • Procedere in questo modo a giorni alterni fino all’ottenimento del risultato desiderato.

Et voilà! Siete improvvisamente, quantomeno, igienisti dentali.

    

Il percorso di studio per diventarlo davvero è inutile, gli investimenti in attrezzature specifiche sono superflui per non parlare dell’utilizzo di strumenti sterili: obsoleto.

Ecco di seguito cosa potrebbe accadere provando a seguire queste indicazioni:

  1. ustioni superficiali della mucosa orale legate all’erronea composizione del mix sale-bicarbonato o all’erronea diluizione dell’acqua ossigenata;
  2. sanguinamento delle gengive e potenziale assorbimento del bicarbonato da parte della mucosa orale, pericoloso per pazienti che soffrano di ipertensione, insufficienza renale ed altre patologie che determinino un disequilibrio del rapporto acido-base a livello sistemico
  3. abbassamento del PH della bocca e relativo danno alla flora batterica orale;
  4. peggioramento di problematiche odontoiatriche non diagnosticate quali retrazione della gengiva, infiammazione parodontale o esposizione della dentina
  5. aumento della sensibilità dentale
  6. abrasione dello smalto ed esposizione della dentina che ha, per natura, un colore giallastro.

 

     

     

In realtà anche i dentisti utilizzano il bicarbonato di sodio durante le sedute di igiene dentale ma, ovviamente, ci sono enormi differenze.

Primo: il bicarbonato di sodio è diverso. Il prodotto presente sugli scaffali del supermercato ha grani molto grossi che graffiano la superficie del dente.

Secondo: l’igienista non procede alla pulizia “spazzolando” i denti, ma utilizza un macchinario apposito che genera un getto di acqua, aria e bicarbonato. Grazie a tale strumento è in grado di trattare ogni dente nel modo più opportuno, direzionando il getto in modo da non compromettere la salute della mucosa, variando la concentrazione del bicarbonato e modulandone l’intensità e la distanza dalle superfici dentali.

  

 

L’unico modo per risparmiare denaro in ambito dentistico è quello di farsi seguire da personale competente e seguirne scrupolosamente le indicazioni (lavarsi regolarmente i denti, utilizzare dentifrici e collutori di buona qualità, cambiare spesso lo spazzolino etc.) puntando alla prevenzione delle patologie orali attraverso regolari sedute di igiene e di controllo.


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04/Lug/2018

Sorridi, provaci!

Il sorriso è un’arma potentissima a disposizione di ognuno di noi ed è oggetto di molti studi scientifici.

Cosa significa sorridere? Perché lo facciamo? Cosa vedono gli altri nel nostro sorriso?

 

I PRIMI STUDI

Il primo ad esaminare il sorriso fu Charles Darwin. Egli si rese conto che sorridere è un atto universale, non legato al contesto culturale di provenienza come invece la comunicazione verbale o alcuni gesti del linguaggio del corpo.

Ogni persona è, infatti, in grado di comprendere il sorriso e i sentimenti che esso comunica.

LE TIPOLOGIE DI SORRISI

Il sorriso può essere naturale quando siamo di buon umore, oppure forzato quando invece ci sentiamo tristi.

Gli scienziati hanno identificato 6 tipologie di sorriso a seconda di quali muscoli, delle labbra, delle guance o del viso, vengono coinvolti.

  • Il SORRISO FALSO:è il tipico sorriso forzato, di cortesia, meccanico che coinvolge solo i muscoli delle labbra, che vengono tirate per mostrare i denti.
  • Il SORRISO COMPIACIUTO: è un sorriso che esprime soddisfazione per noi stessi. Le labbra, che rimangono quasi chiuse, vengono tirate leggermente da una parte, conferendo al volto un aspetto lievemente asimmetrico.
  • Il SORRISO DI INCORAGGIAMENTO E ASCOLTO: serve ad incoraggiare il nostro interlocutore e a comunicargli la nostra piena attenzione. È un sorriso appena accennato, quasi sempre a bocca chiusa che non coinvolge la parte superiore del volto.
  • Il SORRISO ASIMMETRICO: questo sorriso fa sì che le labbra vadano da un lato verso l’alto e dall’altro verso il basso e può essere manifestazione di diverse emozioni che vanno dall’ansia al sarcasmo, fino addirittura all’ironia o all’incoraggiamento.
  • Il SORRISO A BOCCA CHIUSA: è la manifestazione di accoglienza cordiale che viene naturalmente riservata alle persone con le quali non si ha confidenza. In contesti diversi può celare una certa timidezza o un senso di paura o di rabbia repressa.
  • Il SORRISO GENUINO O SORRISO DI DUCHENNE: è IL SORRISO SINCERO. Questo sorriso è breve, simmetrico e coinvolge labbra, e occhi.

 

                             

 

GLI EFFETTI DEL SORRISO

Anni di studio hanno evidenziato altri aspetti legati all’atto di sorridere.

Tutti noi sorridiamo e nel farlo esprimiamo gioia. La cosa più interessante però, è che basta sorridere per provare allegria.

Se è vero che, quando si prova una sensazione di gioia, il nostro corpo risponde contraendo i muscoli facciali ed in particolare modo quelli degli zigomi (sorridendo appunto), è vero anche che il gesto stesso di sorridere, indipendentemente dal fatto che sia spontaneo o meno, è in grado di farci provare uno stato di allegria.

Il nostro cervello infatti reagisce a ciò che il nostro corpo sta facendo e, dal momento che interpreta il sorriso come felicità, modifica il nostro umore in base a questa lettura.

Non solo.

Il sorriso ha effetto su chi ci circonda.

Anche se non siamo felici, essere circondati da persone sorridenti, è in grado di migliorare considerevolmente il nostro umore.

 

QUEL SORRISO NASCOSTO

La mancanza di uno o più elementi dentali, forti discromie o un allineamento scorretto inducono alcune persone ad impedirsi di sorridere. L’impatto psicologico e sociale di questa determinazione, dettata molto spesso da un senso di vergogna ed inadeguatezza, è estremamente grave.

Il sorriso può farci stare meglio, può far sì che le persone rispondano a noi in modo più positivo. Con un sorriso è molto più probabile riuscire ad avere successo all’interno delle relazioni personali o in termini di carriera.

Il sorriso è ciò che ci permette di mostrare al mondo i nostri sentimenti o di mascherare alcune sensazioni.

Non sorridere significa rinunciare ad uno dei più grandi doni che l’uomo abbia.

Poi si può sorridere lo stesso, perchè si è comunque felici, ma credo che un sorriso con tutti i denti in ordine abbia una valenza maggiore.


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27/Gen/2018

Quella che vedete in questa immagine è una carie dentale al suo primo stadio. La carie dentale è la malattia più diffusa al mondo e, se intercettata precocemente, è facilmente curabile, ma se trascurata può evolvere in carie profonda e interessare il tessuto pulpare e provocare un dolore fortissimo, incessante e pulsante, poi, se non si interviene il dolore può diminuire fino a scomparire, ma solo  perchè è intervenuta una necrosi pulpare, in poche parole il dente è “morto”. Se non si interviene il dolore ricompare, accompagnandosi a gonfiore e malessere generale si ha la formazione di un ascesso dentale che richiede la devitalizzazione del dente.

In questa fase i batteri, presenti all’interno dei canali radicolari, possono qualche volta fuoriuscire e attraverso il sistema artero-venoso andare in circolo ed interessare organi quali il cuore, i reni e le articolazioni provocando malattie sistemiche molto gravi. Questo fa capire quanto sia importante la prevenzione e l’intercettazione iniziale della carie dentale.

Questo filmato illustra in maniera chiara e didattica quanto esposto precedentemente.


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01/Nov/2017

Ciao Elena,

scrivo semplicemente per chiederti se puoi ringraziare il Dottore che mi ha estratto i denti del giudizio!!!! Non ho praticamente avuto nessun dolore… Ha le mani d’oro!!!

Sto bene, la gengiva si sta rimarginando!

Ringrazia da parte mia sia il Dot. Fondi, sia Morgana ovviamente… A presto,

Clara

 

Questa è la lettera che ci ha inviato una paziente, che terrorizzata perchè doveva togliere due denti del giudizio, è stata prima tranquillizzata e poi con estrema delicatezza, si è proceduto all’estrazione contemporanea del dente del giudizio sup. e inf. dello stesso lato. La paziente era felicissima perchè non aveva sentito assolutamente nessun dolore e soprattutto ha continuato a non sentire niente neppure a casa. Con questa mail  ha voluto ringraziare me e tutto lo staff per il trattamento ricevuto, noi invece intendiamo ringraziare lei per la bellissima mail, che ci ha riempito il cuore di gioia  e ci ha dato stimoli per far sempre meglio il nostro lavoro. Grazie cercheremo sempre di mantenere la fiducia che migliaia di pazienti ci accordano da ormai 36 anni.


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02/Ott/2017

Sin dalla sua introduzione nel settore dell’odontoiatria da parte del dottor Branemark, l’implantologia, la chirurgia dentale per antonomasia ha subito numerose modifiche e molti miglioramenti. Ogni progresso fatto ha dimostrato che l’implantologia è un grande vantaggio per la società e quindi la sua accettazione da parte della popolazione in generale è aumentata notevolmente nonostante sia una tecnica di trattamento relativamente costosa.

                       

In questo caso si vede come con due semplici impianto è stato possibile ripristinare la masticazione senza toccare i denti del paziente, e questo è il reale vantaggio dell’implantologia.

L’osseointegrazione è la connessione strutturale e funzionale tra l’osso e la superficie di un impianto che porta il carico, e questa funzione dovrebbe essere adeguata e soddisfacente durante il periodo di guarigione e mantenuta durante il periodo di carico protesico. Lo sviluppo dell’interfaccia ossea dell’impianto è complesso. In questo breve video si vede come funziona l’osteointegrazione.

 

L’implantologia dentale permette di ripristinare il sorriso di un paziente che abbia perduto dei denti naturali, garantendo un risultato valido da un punto di vista sia estetico sia funzionale.

Con gli impianti si ottiene una riabilitazione fissa delle capacità masticatorie evitando al paziente tutti i fastidi legati alle protesi mobili.

L’intervento implantologico viene eseguito inserendo nell’osso mandibolare o mascellare, dei perni in titanio (che è un materiale completamente biocompatibile), che servono da sostegno per elementi dentali artificiali.

Fino a qualche tempo fa era ritenuto necessario attendere un periodo variabile dai 2 agli 8 mesi dal momento dell’inserimento dell’impianto prima di posizionare l’elemento dentale artificiale.

Oggi la tendenza è di abbreviare quanto più possibile queste tempistiche per ridurre al minimo il disagio per il paziente.

Gli elementi artificiali vengono inseriti, a seconda dei casi, immediatamente (carico immediato), in un periodo che va da una settimana a 2 mesi (breve periodo) o dopo 2 mesi (metodica convenzionale).

Molti sono stati gli studi volti a verificare quale impatto possa avere questa variabile temporale sul successo dell’intervento implantologico e tra questi spicca il lavoro di Esposito, Grusovin, Maghaireh H che, dopo aver valutato 1217 pazienti ai quali erano stati inseriti un totale di 2120 impianti, hanno potuto concludere: “non ci sono prove convincenti di una differenza significativa di problematiche legate all’inserimento di impianti in relazione al tempo trascorso tra l’inserimento dell’impianto e dell’elemento dentale artificiale”.

Queste evidenze scientifiche confermano, ancora una volta, come in caso di mancanza di uno o più denti, l’impianto dentale sia la miglior strategia terapeutica per il paziente, sia in termini di funzionalità, sia in termini temporali.

Per comprendere se un paziente possa essere un buon candidato per un impianto a carico immediato è necessario un esame prechirurgico approfondito per valutare la qualità e la quantità di osso disponibile per l’inserimento del perno.

Tale valutazione verrà fatta attraverso lo studio radiologico del distretto orofacciale. Oltre all’l’ortopantomografia tradizionale, fondamentale sarà l’esame TC-dentascan dei mascellari e dei seni paranasali, che offrendo un’immagine dettagliata tridimensionale della tessuto osseo disponibile e della sua struttura qualitativa permette di raccogliere tutte le informazioni necessarie a decidere che impianti posizionare, dove posizionarli e in che numero.

A questa valutazione seguirà un’anamnesi completa per valutare lo stato di salute complessivo del paziente (patologie pregresse o in atto, assunzione di farmaci che non consentono la riabilitazione protesica implantologica).

Tendenzialmente si può sostenere che un paziente che non abbia necessità di una rigenerazione ossea sia un buon candidato per l’impianto a carico immediato.

Qualora sia invece necessario provvedere ad una rigenerazione/ricostruzione ossea, sarà il dentista, caso per caso, a decidere se eseguire questa procedura contemporaneamente all’inserimento degli impianti, o in momenti successivi.

In un paziente completamente edentulo si può eseguire quella che viene chiamata Toronto Bridge, e che  consiste nell’inserire alcuni impianti, minimo 4,  meglio se 5 o 6,  nell’arcata superiore o in quella inferiore. Su di essi viene avvitata una protesi che garantisce al paziente una stabilità, ed una comodità simile a quelle dei propri denti

La protesi rimane fissata agli impianti e quindi non si toglie, si riesce ad ottenere una estetica elevata, la masticazione avviene come con denti naturali, l’igiene si effettua con la massima facilità e cosa molto importante, il dentista può rimuoverla in caso di problematiche agli impianti, o per effettuare un’igiene professionale.

Nei nostri studi di Codogno, Spino d’Adda e Corno Giovine  utilizziamo con successo questa metodica proponendola però solo a quei pazienti per i quali sia, concretamente, la soluzione migliore: pazienti portatori di dentiera, o con pochi denti residui non sani, che non abbiano particolari esigenze estetiche.

Gli impianti dentali sono costituiti da tre elementi fondamentali:

  • un impianto cilindrico o conico  normalmente in titanio che sostituisce la radice del dente mancante;
  • un elemento di connessione posizionato o integrato nell’impianto che serve come supporto per gli elementi dentali da sostituire;
  • la corona, ovvero la parete visibile del dente che viene realizzata in modo da armonizzarsi con la dentatura naturale.

 

Gli impianti dentali sono adatti a persone di ogni età e possono essere la scelta ottimale non solo nel caso in cui manchino uno o più denti, ma anche nel caso in cui il paziente abbia perduto tutti i denti.

I denti ricostruiti con gli impianti dentali garantiscono una funzionalità e delle sensazioni identiche a quelli naturali e garantiscono al paziente la possibilità di svolgere le normali azioni quotidiane senza percepire alcun disagio.

Ma perché scegliere una terapia implantare rispetto ad altre opzioni?

  1. Gli impianti sono la cosa più vicina ai denti naturali. Forti e stabili gli impianti dentali rimpiazzano la radice andata perduta, cosicché il nuovo dente ha la stessa funzionalità e garantisce le stesse sensazioni di un dente naturale.
  2. Sono fatti per durare e costituiscono una soluzione a lungo termine. È noto che i ponti dentali supportati da altri denti possono durare all’incirca 10 anni, dopodiché devono essere rimpiazzati, mentre gli impianti, possono durare per tutta la vita se inseriti e curati correttamente.
  3. Ti permettono di goderti la vita senza preoccuparti di denti: si armonizzano alla tua bocca, sembrano completamente naturali e non rischiano di muoversi.
  4. Gli impianti dentali proteggono la salute delle ossa. Lasciare uno spazio vuoto nella tua bocca dopo aver perso uno o più denti può creare altri problemi di salute quali la perdita e il deterioramento dell’osso mandibolare o mascellare. Se non utilizzato come supporto per un dente naturale l’osso si deteriora perdendo la sua forza.
  5. I denti stanno al loro posto, ovvero nella tua bocca. Non devi preoccuparti che la tua dentiera possa muoversi o uscirti in bocca.
  6. Gli impianti dentali ti permettono di parlare senza problemi, cosa che può essere difficoltosa per chi indossa protesi mobili che, spesso, rendono difficile la pronuncia di alcuni suoni.
  7. Puoi mangiare i tuoi cibi preferiti senza nessun problema.
  8. Proteggono la salute degli altri denti. Posizionare un ponte supportato da denti significa sovraccaricare i denti d’appoggio. Gli impianti dentali, che si fissano direttamente nell’osso nel posto esatto in cui manca la radice del dente ormai andato perduto, non hanno alcun impatto sui denti sani. Non solo, la loro presenza evita che i denti vicini a quelli mancanti si possono muovere slittando nello spazio lasciato libero.

 

In questo filmato di animazione si può vedere in un modo che non impressioni il posizionamento di un impianto.

 

Riassumendo quando quando inseriamo un impianto:

Quando un paziente ha perso qualche dente e vuole ripristinare la corretta masticazione, senza limare i denti vicini, oppure quando manca uno dei due pilastri di ponte.

 

Oppure in un paziente totalmente edentulo e che vorrebbe riavere la funzione estetica e masticatoria senza ricorrere alla protesi totale.

   


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