Sempre più spesso sui social circolano articoli che invitano a qualche forma di medicina fai da te, con tutti i rischi per la salute che ne possono conseguire.

I “rimedi casalinghi” possono talvolta rivelarsi efficaci, ma, nella maggioranza dei casi, non portano alcun reale giovamento al paziente. Anzi. Molto spesso chi tenta di curarsi con il “fai da te” vede peggiorare il suo quadro clinico e rende più complesso il successivo intervento terapeutico.

Prendiamo in considerazione una delle tante procedure consigliate in ambito dentistico e riportiamo testualmente una metodica suggerita per rimuovere il tartaro.

Si legge:

SII IL DENTISTA DI TE STESSO! ECCO ALCUNI TRUCCHI PER RIMUOVERE GLI ACCUMULI DI TARTARO A CASA
Ecco cosa serve: bicarbonato, uno spazzolino, acqua ossigenata, sale, acqua, una tazza, uno stuzzicadenti, un collutorio antisettico.
Mescolare un cucchiaio di bicarbonato con mezzo cucchiaino di sale. Bagnare lo spazzolino in acqua calda e immergerlo nel composto per poi spazzolare i denti per 5 minuti.
Mescolare una tazza di acqua ossigenata con mezza tazza di acqua calda e risciacquare per 1 minuto Risciacquare ancora con acqua fresca
Grattare via il tartaro da ciascun dente con l’ausilio dello stuzzicadenti.
Risciacquare con un collutorio antisettico.
Procedere in questo modo a giorni alterni fino all’ottenimento del risultato desiderato.

Et voilà! Siete improvvisamente, quantomeno, igienisti dentali.

    

 

Il percorso di studio per diventarlo davvero è inutile, gli investimenti in attrezzature specifiche sono superflui per non parlare dell’utilizzo di strumenti sterili: obsoleto.

Ecco di seguito cosa potrebbe accadere provando a seguire queste indicazioni:

  1. ustioni superficiali della mucosa orale legate all’erronea composizione del mix sale-bicarbonato o all’erronea diluizione dell’acqua ossigenata;
  2. sanguinamento delle gengive e potenziale assorbimento del bicarbonato da parte della mucosa orale, pericoloso per pazienti che soffrano di ipertensione, insufficienza renale ed altre patologie che determinino un disequilibrio del rapporto acido-base a livello sistemico
  3. abbassamento del PH della bocca e relativo danno alla flora batterica orale;
  4. peggioramento di problematiche odontoiatriche non diagnosticate quali retrazione della gengiva, infiammazione parodontale o esposizione della dentina
  5. aumento della sensibilità dentale
  6. abrasione dello smalto ed esposizione della dentina che ha, per natura, un colore giallastro.

     

     

 

In realtà anche i dentisti utilizzano il bicarbonato di sodio durante le sedute di igiene dentale ma, ovviamente, ci sono enormi differenze.

Primo: il bicarbonato di sodio è diverso. Il prodotto presente sugli scaffali del supermercato ha grani molto grossi che graffiano la superficie del dente.

Secondo: l’igienista non procede alla pulizia “spazzolando” i denti, ma utilizza un macchinario apposito che genera un getto di acqua, aria e bicarbonato. Grazie a tale strumento è in grado di trattare ogni dente nel modo più opportuno, direzionando il getto in modo da non compromettere la salute della mucosa, variando la concentrazione del bicarbonato e modulandone l’intensità e la distanza dalle superfici dentali.

  

 

L’unico modo per risparmiare denaro in ambito dentistico è quello di farsi seguire da personale competente e seguirne scrupolosamente le indicazioni (lavarsi regolarmente i denti, utilizzare dentifrici e collutori di buona qualità, cambiare spesso lo spazzolino etc.) puntando alla prevenzione delle patologie orali attraverso regolari sedute di igiene e di controllo.